Alla vigilia del rinnovo delle elezioni provinciali, si accende il confronto politico sulla destinazione e sull’origine degli 11 milioni di euro destinati alla viabilità della Provincia di Chieti. A intervenire è il consigliere regionale Francesco Prospero, che critica apertamente le recenti dichiarazioni del presidente dell’amministrazione provinciale, Francesco Menna, accusandolo di offrire una ricostruzione parziale dei fatti.

Secondo Prospero, «chi ricopre incarichi di vertice dovrebbe avvertire con ancora maggiore responsabilità il dovere della correttezza istituzionale e dell’onestà intellettuale», soprattutto in una fase delicata come quella pre-elettorale. Al contrario, sostiene il consigliere regionale, la narrazione proposta dal presidente della Provincia sarebbe «selettiva, funzionale più alla propaganda politica che alla verità dei fatti».
Nel mirino di Prospero c’è in particolare il riferimento generico all’Europa come fonte dei finanziamenti per gli interventi sulla rete viaria provinciale. «È bene chiarirlo senza ambiguità: quegli 11 milioni di euro non sono piovuti direttamente dall’Europa sulla Provincia di Chieti», afferma. Le risorse, spiega, rientrano invece nella programmazione nazionale dei fondi di coesione, nello specifico nel Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021–2027, e seguono «un percorso preciso e tutt’altro che automatico».
Un iter che, secondo Prospero, parte dallo Stato, passa attraverso accordi istituzionali e programmazione regionale, per arrivare infine all’assegnazione delle risorse da parte della Regione Abruzzo agli enti attuatori. «In questo processo, il ruolo dello Stato e della Regione Abruzzo è centrale e imprescindibile», sottolinea il consigliere regionale, aggiungendo che «senza quelle scelte politiche e amministrative, senza gli atti di programmazione e di riparto, quegli 11 milioni di euro non sarebbero mai diventati cantieri, lavori e contratti d’appalto».
Prospero contesta quindi l’omissione di questo passaggio nel racconto pubblico, ritenendo che «raccontare solo una parte di questo percorso, omettendo deliberatamente il resto, significa offrire ai cittadini una rappresentazione incompleta e distorta della realtà». Una narrazione che, osserva, viene rilanciata proprio in prossimità delle elezioni provinciali, trasformando risultati istituzionali e risorse pubbliche in strumenti di legittimazione politica personale.
«La Provincia non è un comitato elettorale e i finanziamenti pubblici non possono essere raccontati a convenienza, a seconda del momento politico», afferma ancora Prospero, definendo questo atteggiamento «stancante e stucchevole». Da qui l’appello finale a «chiarezza, trasparenza e rispetto di tutte le istituzioni coinvolte», ribadendo che «la correttezza istituzionale e l’onestà intellettuale non dovrebbero mai essere subordinate alle esigenze di una campagna elettorale mascherata da informazione».











