L’anno nuovo si apre con un conto più salato per chi ogni giorno si affida al trasporto pubblico ferroviario in Abruzzo. Un aumento che pesa soprattutto su pendolari, studenti e lavoratori, chiamati a fare i conti con tariffe in crescita a fronte di un servizio che, in alcune fasi, rischia anche di peggiorare.

A lanciare l’allarme è Abruzzo in Movimento, che esprime forte preoccupazione per il recente adeguamento delle tariffe ferroviarie regionali. In particolare, il costo dell’abbonamento mensile per la tratta Porto di Vasto – Pescara Tribunale ha raggiunto i 110,30 euro, una cifra che – sottolinea il comitato – incide in maniera significativa sui bilanci familiari. «Fino a pochi anni fa la medesima tratta richiedeva un esborso sensibilmente inferiore», evidenziano i promotori dell’iniziativa.
Secondo le proiezioni basate sugli attuali contratti di servizio, il trend di crescita non si arresterebbe qui: il costo dell’abbonamento potrebbe infatti superare i 112,50 euro nel 2027. Uno scenario che, per Abruzzo in Movimento, rende «non più rinviabile una riflessione politica che metta al centro il diritto alla mobilità».
Secondo le proiezioni basate sugli attuali contratti di servizio, il trend di crescita non si arresterebbe qui: il costo dell’abbonamento potrebbe infatti superare i 112,50 euro nel 2027. Uno scenario che, per Abruzzo in Movimento, rende «non più rinviabile una riflessione politica che metta al centro il diritto alla mobilità». «Non è accettabile – si legge nel comunicato – richiedere contributi economici crescenti a cittadini che utilizzano il mezzo pubblico come necessità primaria per l’esercizio del proprio diritto allo studio e al lavoro». Da qui la richiesta formale di bloccare ulteriori aumenti e di introdurre agevolazioni tariffarie per rendere il servizio sostenibile.
Ad aumentare i disagi arriveranno i lavori programmati sulla dorsale Adriatica, previsti dal 14 al 23 gennaio 2026. nterventi ritenuti necessari per il potenziamento infrastrutturale, ma che comporteranno l’interruzione della linea ferroviaria e la sostituzione dei treni con autobus. Una scelta che, secondo il comitato, evidenzia una sproporzione tra costi e benefici, soprattutto alla luce della decisione di mantenere invariato il prezzo dei titoli di viaggio.
«La sostituzione dei treni con autobus – osserva Abruzzo in Movimento – comporta una evidente diminuzione della qualità del servizio, con tempi di percorrenza dilatati e la perdita del comfort tipico del trasporto ferroviario». Per questo, richiamando il principio di equità, il comitato chiede che «se la prestazione offerta subisce un declassamento temporaneo, anche il costo sostenuto dall’utente debba essere ridotto proporzionalmente».
Da qui l’appello rivolto alla Regione Abruzzo e ai gestori del servizio affinché siano previsti indennizzi o bonus per i pendolari costretti a subire i disagi dei cantieri nel mese di gennaio. «Pagare una tariffa piena per un servizio sostitutivo su gomma rappresenta una penalizzazione ingiustificata per chi ha già investito una somma considerevole nel proprio abbonamento mensile», si legge ancora nella nota.
Abruzzo in Movimento annuncia infine che continuerà a vigilare sulla gestione del trasporto pubblico regionale, ribadendo che «il diritto di spostarsi non può essere condizionato esclusivamente da esigenze di bilancio, ma deve essere garantito attraverso tariffe dignitose e un servizio in grado di rispondere alle necessità quotidiane della comunità».











