Marsilio: «Aliquote Irpef, abbiamo alleggerito la pressione fiscale sul 70% degli abruzzesi»

«In Abruzzo pagherà di più solo chi può permetterselo una scelta concreta per rafforzare i principi di equità e giustizia sociale. Questa riforma dimostra che è possibile coniugare rigore e giustizia sociale. Abbiamo scelto di alleggerire la pressione fiscale su oltre il 70% degli abruzzesi, sostenendo le fasce più fragili, i lavoratori e il ceto medio». Il governatore Marco Marsilio difende la riforma dell’addizionale Irpef approvata dalla giunta regionale che, «a partire dal 2025, introduce aliquote differenziate per scaglioni di reddito».

Marco Marsilio

«Le nuove aliquote Irpef regionali per il 2025 sono: 1,63% per i redditi fino a 28.000 euro; 3,23% per i redditi tra 28.001 e 50.000 euro; 3,33% per i redditi superiori a 50.000 euro. Grazie a questa operazione, la Regione stima un maggior gettito di circa 44,7 milioni di euro», si legge in una nota della Regione Abruzzo.

«L’Abruzzo – afferma Marsilio – tutela i più fragili e investe nel futuro. Un fisco più giusto deve essere una realtà concreta per la nostra Regione che ritengo che possa essere comprensibile dalla popolazione abruzzese. Chiediamo oggi un sacrificio solo a chi è in grado di farlo».

«Il presidente – prosegue il comunicato della Regione – si sta facendo promotore di una riforma della ripartizione delle risorse del Fondo sanitario nazionale che attualmente è pro capite e penalizza regioni come l’Abruzzo con un territorio montuoso e con una bassa densità di popolazione. Con la nuova struttura si prevedono benefici per i redditi medio-bassi: 488.032 contribuenti avranno un vantaggio poiché rispetto al 2024 la pressione fiscale per l’addizionale regionale Irpef diminuirà. L’aliquota scende dal 1,73% all’1,63% per i redditi fino a 28.000 euro. A titolo esemplificativo, il risparmio stimato è: -15 € per un reddito di € 15.000, -28 € per un reddito di € 28.000. Tra i 488.000 che pagheranno meno o non subiranno aumenti dell’Irpef rientrano ad esempio operai, impiegati, insegnanti e forze dell’ordine, le cui fasce reddituali (tra i 20.000 e i 28.000 euro) saranno tutelate dalla riforma. Il contributo sarà maggiore per chi ha di più: per chi guadagna dai 28 mila euro ai 50 mila euro l’aliquota aumenterà dell’1,50%. Solo chi guadagna oltre i 50.000 € contribuirà con un’aliquota massima del 3,33%».

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