Su uno dei muretti di piazza Abruzzo c’è ancora la prova colore risalente a svariati decenni fa quando si parlava già di una riqualificazione mai avvenuta. È un reperto storico testimone del dimenticatoio in cui il popoloso quartiere dell’Icea si trova da tempo. Parliamo della zona di San Salvo Marina realizzata nei primi anni Novanta dall’omonimo consorzio (sulle carte ha il nome di Residence Paradiso 2000) e che, nonostante l’incremento demografico verificatisi col tempo (qui ad esempio la Vibro Sud costruì le case per i propri dipendenti seguita da altre cooperative), non occupa uno dei primi posti nell’agenda delle amministrazioni che si sono succedute.
Il primo esempio, ci dicono alcuni cittadini che si sono rivolti a Chiaro Quotidiano, lo si può trovare nell’assenza di cartelli che indicano come raggiungere il nucleo abitativo.

I CANTIERI – La vita nel quartiere Icea ruota intorno alle due piazze, Abruzzo e Sardegna, costruite specularmente e divise dal passaggio sopraelevato della Statale “Trignina”.
Qui, a un mese dalle elezioni, era il 6 maggio scorso, l’amministrazione guidata da Tiziana Magnacca ha presentato il progetto di riqualificazione del quartiere per un milione e mezzo di euro: il rifacimento delle aree verdi «che saranno destinate alle attività dei bambini e dei giovani, con la riqualificazione delle piazze Sardegna e Abruzzo, oltre al rifacimento degli asfalti, con l’installazione di campi di calcetto, pallavolo, tennis e basket».
Oggi della «rivoluzione gentile per generare bellezza» (come descritta dal Comune) di vede ancora ben poco. I due cantieri sono fermi se si esclude qualche sporadico intervento. C’è da dire che i lavori sono ancora nel lasso temporale indicato sui cartelli – la fine degli interventi indicata è il 24 novembre 2022 – ma è la tempistica scelta per mettere su il cantiere del parco di piazza Abruzzo che fa discutere: «È stato montato a metà maggio, è stato demolito l’arredo urbano, sono stati spostati i giochi per i bambini e il parco è rimasto recintato e chiuso durante tutta l’estate quando, poi, non abbiamo più visto interventi importanti. Così, chi frequentava l’unico locale pubblico della zona, una gelateria, non ha potuto neanche farsi una passeggiata nel parco. Perché tutta quella fretta? Il parco poteva essere chiuso ora, a fine estate». Il parco di piazza Sardegna è invece rimasto aperto e vi è solo stato apposto il cartello dei lavori.
MARCIAPIEDI, ILLUMINAZIONE E ARREDO URBANO – Discorso a parte meritano i marciapiedi che mostrano l’assenza di manutenzione probabilmente da quando sono stati realizzati. Sono ancora quelli in asfalto, in uso decenni fa, e in più punti sono franati (soprattutto nel tratto che collega le due piazze); altri hanno crepe tra le quali sta crescendo della rigogliosa vegetazione che contribuisce ad alzare l’asfalto. Ci sono poi numerosi tombini completamente sprofondati nell’asfalto che rappresentano pericoli per pedoni e bambini. «La riqualificazione dei parchi va bene – ci dicono i residenti – ma perché non investire prima nel rifacimento dei marciapiedi e delle piazze che rappresentano il biglietto da visita e il luogo in cui si trascorre del tempo? In questo si nota la disparità di trattamento con altre zone di San Salvo».
L’illuminazione non se la passa meglio. Alcuni pali sono stati sostituiti, ma tra i nuovi ce ne sono alcuni senza messa a terra, i “vecchi” mostrano tutto i segni del tempo passato. Nel parco di piazza Sardegna – che sarà riqualificato – diversi lampioncini sono stati completamente inglobati dalla chioma degli alberi.
Non contribuiscono a un’immagine migliore le pensiline per l’attesa degli autobus: in piazza Sardegna è ancora una vecchissima struttura con copertura in vetro-resina, in piazza Abruzzo è stata sostituita da non molto, ma è dotata solo di una panchina, insufficiente, tanto che qualcuno vi ha aggiunto due sedie. Le panchine, poi, sono del tutto assenti, ad esempio, lungo via Abruzzo, dove sicuramente sarebbero gradite da chi “si avventura” per una passeggiata.
LA CURA DEL VERDE – Quello del verde è un altro tasto dolente. Gli alberi non sono potati, tanto da sembrare più cespugli che piante ornamentali, e in più casi i rami invadono i vicini marciapiedi rendendoli impercorribili. Nelle aree verdi, che potrebbero rappresentare il vero fiore all’occhiello della zona, ci sono numerosi ulivi: il Comune assegna la raccolta delle olive a ditte che ne fanno richiesta, queste avrebbero l’obbligo della potatura delle piante che però, stando a quanto raccontato da chi vive qui, raramente viene eseguita. «Le piante, in generale, non sono curate, il rischio è che si ammalino e poi vadano abbattute».
Nell’unico parco ora rimasto aperto mancano del tutto i cestini dei rifiuti così, chi lo frequenta abbandona bottiglie, carta e plastica sull’erba.
I CINGHIALI – A completamento del quadro non potevano mancare i cinghiali, ormai presenza fissa non solo qui. Nella scorsa primavera, l’allora sindaco Tiziana Magnacca ha emesso un’ordinanza di abbattimento dopo i ripetuti avvistamenti anche nelle immediate vicinanze della scuola. Secondo i residenti, sarebbero stati abbattuti cinque esemplari, «ne è seguito un periodo di calma». Da tempo, gli ungulati sono tornati e ieri mattina (testimoniato anche da un video, nelle foto sotto) un branco da oltre 20 esemplari tra cuccioli e adulti ha attraversato il quartiere: «Il branco la mattina si sposta fino a ridosso del centro commerciale Costa Verde passando di qui, vicino ai ragazzi che attendono l’autobus per andare a scuola». A questo va aggiunta, infine, la razzia da parte degli ungulati del raccolto dei piccoli “orti urbani” non recintati presenti in zona che vanifica la passione e il lavoro dei proprietari.


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