È stato inaugurato questa mattina a Lentella il Centro polifunzionale e di aggregazione “Carile-Cianci”. La struttura ha preso il posto di un frantoio di proprietà delle due famiglie alle quali è stato intitolato il centro realizzato con un finanziamento di 500mila euro dal ministero dell’Interno, “Pon Legalità”.
Il sindaco Marco Mancini ha aperto ufficialmente la struttura alla presenza, tra gli altri, di alcuni sindaci e rappresentanti dei comuni del territorio (Torrebruna, Roccaspinalveti, Fraine, Fresagrandinaria, Pollutri, Palmoli) e del presidente della Provincia e primo cittadino vastese Francesco Menna.

«L’obiettivo principale del progetto – ha spiegato Mancini – è il potenziamento dell’ospitalità Sai (Sistema di Accoglienza Integrata), già presente nel nostro comune, con la realizzazione di un intervento multidisciplinare per l’integrazione degli utenti accolti e la popolazione locale. Tutto questo è stato possibile grazie alla generosità delle famiglie Carile e Cianci, le ringraziamo da parte di tutta la comunità. Il nostro impegno sarà di dare nuova vita ai luoghi che un tempo hanno accompagnato l’infanzia di Nicoletta Carile e Teresa Cianci (le eredi delle due famiglie presenti stamattina, ndr) oggi qui presenti. L’amministrazione comunale renderà vitale questo centro con laboratori attrezzati e innovativi creando spazi di aggregazione e integrazione, corsi di approfondimento su arti e mestieri locali e attività culturali. Grazie inoltre al mio predecessore Carlo Moro per l’intuizione e la capacità di saper cogliere i fondi e a tutte le ditte che hanno lavorato alla realizzazione».

«Le città sono fatte di nomi – l’intervento di Menna – in questo caso è giusto ricordare il nome di due famiglie che hanno donato un proprio bene affinché diventi patrimonio pubblico. Sono impegnato solitamente con l’occupazione di spazio pubblico da parte di privati, qui è avvenuto il contrario: qualcosa di privato diventa pubblico. Merito a Marco per aver portato a compimento l’opera e per aver riconosciuto il merito del predecessore Carlo. Tutti i Comuni dovrebbero avere una struttura simile perché incide positivamente anche sulla sicurezza ed è sintomo di comunità che cresce e progredisce».

Dopo la benedizione di don Joseph Xavier Raj Savarumuthu e il taglio del nastro, è stata scoperta all’interno dell’edificio la targa con i nomi delle due famiglie donatrici. La nuova struttura di via Carlo Alberto è dotata di cucina e ampi spazi per laboratori, al piano superiore è stata allestita una sala convegni per eventi culturali con impianti audio e videoproiezione. Con gli stessi finanziamenti Pon Legalità sono state inaugurate nei mesi scorsi strutture simili a Carunchio e Palmoli.