Emergenza incendi infinita, vigili del fuoco L’Aquila criticano la gestione: «Personale allo stremo»

I vigili del fuoco della provincia dell’Aquila da ieri, 4 settembre, sono in stato di agitazione. A proclamarlo è stato il sindacato del Corpo, il Conapo, che denuncia settimane di emergenza incendi boschivi, turni massacranti e una gestione dell’emergenza giudicata inaccettabile.

La notizia, che ha destato un certo scalpore, arriva mentre continua l’impegno che sta mettendo a dura prova i vigili del fuoco da tempo a causa dell’emergenza incendi, come quella che ha riguardato per circa 20 giorni il Morrone (la cui gestione è finita sotto la lente della Procura).

Foto di repertorio

«La situazione – denuncia il Conapo – è arrivata al limite. Mentre gli incendi continuano a impegnare pesantemente uomini e mezzi, il personale è ormai allo stremo e il dispositivo di soccorso viene continuamente sottoposto a rimodulazioni e raddoppi dei turni fantasiosi e frutto dell’improvvisazione, con pesanti ripercussioni sui tempi di recupero psicofisico. Le criticità erano state formalmente segnalate dal Conapo già il 18 agosto e nuovamente sollecitate il 29 agosto, senza ottenere un adeguato riscontro né l’apertura del confronto sindacale richiesto».

Alla già grave situazione si somma ora l’ulteriore elemento di gravità riguardante la turnazione «fortemente penalizzante per il personale», che finisce di «spremere ulteriormente una forza lavoro già ridotta allo stremo».

«Non si può pensare di affrontare un’emergenza di queste dimensioni continuando a chiedere sacrifici agli stessi uomini fino a portarli all’esaurimento – scrive il sindacato – La professionalità, il senso del dovere e lo spirito di sacrificio dei vigili del fuoco non possono diventare l’alibi per coprire indefinitamente carenze organizzative e incapacità di programmazione. È una gestione che non garantisce né un adeguato dispositivo di soccorso né condizioni di lavoro sostenibili».

Il Conapo, quindi, si dice pronto a «mettere in campo tutte le iniziative sindacali previste dalla legge, fino alla proclamazione dello sciopero provinciale» non escludendo di sottoporre la situazione all’autorità giudiziaria «affinché possano essere valutati eventuali profili di responsabilità connessi alle scelte organizzative e alla gestione del dispositivo di soccorso».

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