«Vogliamo andare in Serie D». Quattro parole e una lettera, ben scandite da tutto il popolo della Curva D’Avalos, appena la Pro Vasto ha messo piede in campo domenica nella seconda vittoria di fila contro il Montesilvano. Se i dirigenti non hanno nascosto le ambizioni, ma non si sono lanciati così in alto, il popolo dell’Aragona è stato chiarissimo, anche nel corso dei novanta minuti e, soprattutto, nella festa post-vittoria, con altri cori che lasciano spazio a pochi dubbi.

Dopo tre estati con tante chiacchiere, troppe, e pochi fatti, la rinnovata Pro Vasto, dopo un’importante campagna acquisti, nel primo turno di Coppa Italia di Eccellenza ha fatto capire di voler dare conferma alle parole con i fatti sui rettangoli verdi di tutta l’Abruzzo d’Eccellenza. Le griglie le lasciamo agli amanti del barbecue, senza voler togliere valore a tutte le realtà del massimo campionato regionale, i biancorossi hanno tutte le carte in regola per puntare al salto di categoria, undici anni dopo la promozione del 2016.
Non sarà però una passeggiata. L’impressione è che le competitor più accreditate possano essere Avezzano, Mosciano e il Montesilvano, già battuto due volte in coppa. Un quartetto che può contare su individualità di spessore e organici lunghi, tra senior e fuori quota. C’è un però: i vastesi del presidente Zaami potrebbero indirizzare a loro favore il primato già nei primi due mesi di campionato. Vero che «prima o poi bisogna incontrarle tutte», ma, calendario alla mano, le prime otto curve sono assolutamente alla portata dei biancorossi.

Su tutte, però, due trappole in trasferta: la prima domenica 6 settembre (ore 15), all’esordio nella tana del Montorio ’88, e l’infrasettimanale a Celano di mercoledì 23 settembre. Delle restanti sei, ben quattro si giocheranno all’Aragona, chiamato a riempirsi in tutti i settori per lanciare bomber Cesario e compagni verso un primo posto da tenersi stretto a lungo. Doppio turno interno il 13 e il 20 settembre, rispettivamente contro Fucense Trasacco e Rosetana. Dopo il viaggio infrasettimanale nella Marsica, il 27 ancora all’Aragona contro il San Giovanni Teatino; domenica 4 ottobre trasferta a Francavilla e, l’11, di nuovo a Vasto contro i cugini della Virtus Cupello. Almeno sulla carta, avversarie assolutamente alla portata. Sappiamo benissimo che il manto erboso è l’unico e supremo giudice, ma nei primi 42 giorni di campionato i vastesi hanno tutte le carte in regola per scollinare a passo spedito quota 20 e oltre.

C’è grande euforia, anche grazie e soprattutto all’incredibile impatto avuto dall’allenatore Walter Piccioni su tutto l’ambiente biancorosso. Già dai primi allenamenti estivi aveva le idee chiarissime su quale sarebbe stato il suo undici di partenza: quegli uomini che, uniti ad alcuni subentrati dalla panchina, hanno già dato grandi risposte nei due match di coppa. Per chi è abituato a guardare solo dentro l’Aragona e i colori biancorossi sarà sicuramente qualcosa di sorprendente ma, per gli addetti ai lavori, lontano da via San Michele, la mano dell’allenatore giuliese si era già vista nelle precedenti esperienze.
Risoluto, competente, battagliero, organizzato e pragmatico: cinque aggettivi che già avevano accompagnato Piccioni, per due terzi della stagione scorsa a San Salvo. Senza nulla togliere ai singoli interpreti, che sicuramente avranno i loro meriti, lo zero alla casella dei gol subiti fa parte del pacchetto piccioniano. Ecco perché la sua mano vale più dei singoli interpreti difensivi. Del resto, l’organizzazione difensiva parte dall’attacco e tocca, passo dopo passo, tutti i protagonisti in campo, non solo i tre o quattro del pacchetto arretrato.

L’esperto portierone Robertino Lanziani, nelle ultime due stagioni tra Sambuceto e San Salvo, ha conquistato “clean sheet” a grappoli. Con Piccioni in panchina, nella scorsa esperienza biancazzurra, nelle 26 partite prima dell’esonero, in ben 12 occasioni il ventottenne argentino aveva mantenuto la porta inviolata (chiudendo la stagione a 15), con i sansalvesi miglior difesa di tutta l’Eccellenza per quei due terzi di stagione. Da non dimenticare gli altri quattro “clean sheet” nei sette match di coppa. La storia, in calce, si sta ripetendo anche all’Aragona, dove però l’allenatore di Giulianova, rispetto all’esperienza sansalvese, può contare su una batteria offensiva di ben altro spessore.
Abbiamo già raccontato del famoso «buongiorno che si vede dal mattino», ma non solo. Scegliamo di rischiare, guardando addirittura al primo mese e mezzo di campionato, con le prime otto giornate, sottolineiamo, sulla carta alla portata. Ecco perché sull’Aragona potrebbe atterrare un ottovolante guidato da Walter Piccioni, nuovo condottiero di una Pro Vasto che vuole lasciare questa categoria e ritornare, quattro anni dopo una tragica retrocessione, in Serie D.









