Centinaia di olivi carbonizzati, vigne in cenere: a Cupello pesantemente colpito il settore agricolo

Centinaia di olivi in cenere, intere vigne andate in fumo. A Cupello l’incendio non è ancora domato, un bilancio è da stilare, ma appare chiaro che a essere colpito duramente è il settore agricolo. Grazie all’incessante lavoro delle numerose squadre di vigili del fuoco e protezione civile, sono stati evitati danni a persone e abitazioni, ma decine di ettari destinati all’agricoltura sono andati distrutti: impossibile fermare la furia delle fiamme nei valloni senza l’intervento di canadair.

Sono numerosi i focolai che hanno interessato il territorio cupellese (anche sulla fondovalle Treste): ovunque uliveti, frutteti, vigne, campi e anche arnie destinate all’apicoltura ridotti in cenere. Alle porte della vendemmia, sulle viti in fiamme è possibile vedere i grappoli maturi carbonizzati.

Da questa mattina sono decine i lanci effettuati dagli elicotteri (uno dei vigili del fuoco, l’altro di una delle società private in convenzione con la Regione). Insieme al prezioso lavoro di vigili del fuoco e protezione civile, è stato possibile assistere a cittadini e agricoltori che hanno cercato di difendere i terreni con tutti i mezzi possibili: tracciando linee tagliafuoco con i mezzi agricoli o addirittura spegnendo le fiamme sotto gli alberi con secchi d’acqua, pale e altri mezzi di fortuna.

Non sono mancate scene strazianti di chi ha visto andare in fumo, in pochi minuti, non solo una fonte di reddito, ma anche proprietà dall’alto valore affettivo: «Erano alberi di ulivi secolari – dice una ragazza con le lacrime agli occhi, mentre ardevano le pianti in località Colle Mincuccio – Ci eravamo legati perché mio padre li ha curati per una vita, lui ora non c’è più e gli alberi sono stati bruciati».

Cupello, cittadina a forte vocazione agricola, paga un altissimo prezzo per il drammatico rogo di fine agosto sulla cui origine dolosa ci sono forti sospetti.

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