Il Comune di Vasto ha revocato per gravi inadempienze l’uso dell’impianto sportivo comunale e dell’annessa area verde con parco giochi per bambini all’interno del Parco Fortunato, lungo la Statale 16, all’associazione sportiva dilettantistica Promo Tennis.
L’ente, nel marzo 2017, ha affidato la progettazione definitiva ed esecutiva, l’esecuzione degli interventi previsti e la gestione funzionale ed economica dell’impianto sportivo e dell’annessa area verde all’associazione con una convenzione dalla durata di dieci anni. Lo stesso documento attribuisce al concessionario gli introiti derivanti dall’uso degli impianti e dalla relativa gestione economica, mentre riservava al Comune l’uso gratuito della struttura per un massimo di venti giornate annuali, per manifestazioni organizzate o patrocinate dall’ente.

Il Comune ha avviato il procedimento di revoca al termine del 2025 contestando diverse violazioni tra le quali l’assenza di attività e la chiusura dei campi riscontrate in più occasioni e la mancata voltura della fornitura elettrica.
La Promo Tennis nelle proprie memorie difensive ha dimostrato l’effettivo uso degli impianti e la realizzazione di alcune opere come la struttura removibile adibita a spogliatoio e segreteria. A risultare determinante per la revoca è però il nodo relativo alla fornitura elettrica. Nella convenzione era prevista, entro un mese dalla stipula, l’intestazione del contratto di fornitura a nome dell’associazione sportiva; in nove anni questo non è avvenuto e la fornitura è rimasta in capo al Comune con conseguente fatturazione delle somme dovute ai consumi.
«La permanenza dell’utenza in capo al Comune non costituisce una mera irregolarità formale, avendo determinato la fatturazione all’ente di consumi riferiti a un impianto gestito e utilizzato economicamente dal concessionario», si legge nel documento di revoca firmato dal dirigente dei servizi sportivi, Alfonso Mercogliano.
Su questo punto, la Promo Tennis ha avanzato difficoltà tecniche nella separazione dei consumi e del contatore, ma il Comune precisa che anche in quel caso, la stessa avrebbe dovuto «attivarsi formalmente nei confronti del gestore; informare tempestivamente il Comune; proporre una soluzione tecnica o contabile; evitare che gli oneri della propria gestione continuassero a gravare sul bilancio comunale; documentare l’eventuale rimborso delle somme sostenute dall’ente».
Ora, quindi, l’associazione sportiva dovrà riconsegnare l’impianto, l’area verde e il parco giochi entra trenta giorni (il documento è dell’11 agosto), con circa sei mesi d’anticipo rispetto a quanto previsto dal contratto decennale. Inoltre, dopo la quantificazione da parte degli uffici comunali, l’ente intimerà il pagamento dei canoni concessori non corrisposti e delle utenze sostenute dal Comune.







