L’ultimo atto di generosità di Barchiesi, donati gli organi

L’ultimo atto di grande generosità di Diomede Barchiesi è la donazione degli organi. Cuore, fegato e reni sono stati prelevati per continuare a vivere in altri pazienti dando loro nuove aspettative. L’operazione, effettuata nell’ospedale di Pescara, si è conclusa nella serata del 15 agosto, dopo un breve periodo di osservazione dopo il decesso del 50enne colpito da un pugno a Fossacesia, nella notte tra l’8 e il 9 agosto, mentre cerca di difendere il figlio di 15 anni.

L’uomo, di Lanciano, dipendente dell’ex Sevel di Atessa e padre di tre figli, è rimasto in coma per cinque giorni, le speranze si sono interrotte il 14 agosto. Gli organi di Barchiesi andranno a L’Aquila, Bergamo e Pisa.

Il 50enne aveva espresso la volontà della donazione al momento del rinnovo della carta d’identità. «Una vicenda drammatica lascia così spazio alla speranza per altre persone – ha scritto la Asl di Pescara in una nota – La scelta compiuta in vita da Barchiesi testimonia concretamente il valore della donazione degli organi e l’importanza di esprimere consapevolmente la propria volontà. La direzione strategica della Asl di Pescara rinnova la propria vicinanza alla famiglia, in questo momento di profondo dolore, e rivolge un ringraziamento a Rosamaria Zocaro, ad Antonella Frattari e all’intera équipe della Rianimazione, che ha assistito il paziente con grande impegno durante tutto il percorso, all’équipe degli anestesisti del blocco operatorio e a tutti i professionisti coinvolti nelle delicate operazioni che hanno reso possibile la donazione».

A sferrare il colpo rivelatosi mortale è stato un 18enne di Fossacesia (M.M.) che ora dovrà rispondere di omicidio preterintenzionale.


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