In provincia di Chieti non piove da 100 giorni, «Serve piano nazionale per nuovi invasi»

Non piove da 100 giorni in provincia di Chieti e i danni all’agricoltura iniziano a essere pesanti. A lanciare l’allarme è la Coldiretti. «In Abruzzo, in particolare nella provincia di Chieti, siccità e alte temperature stanno provocando danni nei vigneti e negli oliveti situati nelle aree non irrigue. L’assenza di precipitazioni si protrae ormai da circa 100 giorni e lo stress idrico sta mettendo a dura prova le coltivazioni, con conseguenze che si tradurranno in un calo rilevante della produzione. Particolarmente esposte sono le aziende che non possono contare sull’irrigazione e che stanno affrontando una situazione sempre più critica, aggravata dalle temperature elevate».

L’associazione di categoria parla di danni che, in tutta Italia, hanno già superato i tre miliardi di euro: stima destinata ad aumentare se l’assenza di precipitazioni dovesse perdurare.

«La situazione – scrive la Coldiretti in una nota – conferma l’urgenza di investire nella realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Oggi l’Italia riesce infatti a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi. Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile che consentirebbe di trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi meteorologici estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti. I bacini, realizzati con materiali naturali e senza l’utilizzo di cemento, sarebbero destinati agli usi civili e agricoli oltre a rappresentare una fonte di energia idroelettrica rinnovabile. Il piano prevede inoltre il recupero e la piena valorizzazione delle infrastrutture idriche già esistenti. Per affrontare in modo efficace l’emergenza climatica, però, è necessario adottare una strategia complessiva che includa anche la manutenzione dei corsi d’acqua e il potenziamento delle reti di distribuzione, così da garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche».

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