Ha compiuto il furto nelle ore in cui era autorizzato a lasciare i domiciliari per andare al lavoro. Si chiude con un aggravamento della misura cautelare la vicenda del furto di grondaie in rame avvenuto nei giorni scorsi in zona Sant’Antonio Abate, a Vasto. Il giovane ritenuto responsabile del furto, già sottoposto alla detenzione domiciliare con autorizzazione ad assentarsi per motivi di lavoro, è stato trasferito in carcere dopo il provvedimento del Tribunale di sorveglianza.
La decisione arriva a pochi giorni dalla denuncia presentata dal Commissariato di Vasto nei confronti di un uomo e una donna, entrambi già noti alle forze dell’ordine, individuati dagli agenti dopo un’attività di ricostruzione dei movimenti e di analisi delle immagini di videosorveglianza.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, nella mattinata del 4 agosto i due avrebbero asportato parti di grondaie in rame da una chiesa e da una palazzina privata nella parte alta di Vasto, per un valore complessivo di circa mille euro. Per loro era scattata la denuncia alla Procura per furto aggravato e danneggiamento.
Tra i due, l’uomo si trovava già agli arresti domiciliari, con un permesso per uscire dall’abitazione per motivi lavorativi. Priprio nella fascia oraria in cui avrebbe dovuto recarsi al lavoro sarebbe invece avvenuto il furto. Dopo la segnalazione degli investigatori, il Tribunale di sorveglianza ha disposto l’aggravamento della misura, ripristinando la custodia cautelare in carcere e ordinando l’immediata traduzione del giovane in un istituto penitenziario.









