Cinquanta anni dopo, lo stesso abbraccio: il S. Eusanio ritrova la sua grande famiglia

Più che una festa, una straordinaria rimpatriata che ha riportato insieme chi aveva condiviso un pezzo di vita con la maglia biancazzurra. C’è chi si è riconosciuto dopo trent’anni grazie a una fotografia. Chi si è ritrovato con gli amici di spogliatoio con cui aveva condiviso un pezzo della propria giovinezza. Chi ha rivisto il proprio allenatore e chi il compagno con cui aveva condiviso vittorie, sconfitte, trasferte e interminabili pomeriggi sui campi di calcio.


È questa l’immagine più bella lasciata dalla festa per il cinquantesimo anniversario del S. Eusanio, andata in scena agli impianti sportivi di via Roma. Una serata che ha superato il significato di una semplice celebrazione per trasformarsi in un autentico viaggio nella memoria di un’intera comunità. La risposta è stata straordinaria. Per un paese delle dimensioni di Sant’Eusanio del Sangro, vedere il campetto di via Roma popolarsi di così tante persone ha rappresentato la conferma di quanto la squadra abbia saputo entrare nel cuore di intere generazioni. Famiglie, bambini, tifosi, ex calciatori e semplici appassionati hanno condiviso una serata vissuta con spontaneità e partecipazione, rendendo il cinquantesimo anniversario un momento destinato a rimanere nella memoria collettiva.

L’idea, nata dal presidente Antonio D’Alfonso, era semplice: riportare a casa tutti coloro che, almeno una volta nella vita, avevano indossato la maglia del S. Eusanio. Il risultato è andato ben oltre le aspettative. Sul terreno di gioco si sono ritrovati protagonisti di epoche diverse. C’erano gli uomini che negli anni Ottanta e Novanta hanno scritto alcune delle pagine più belle della squadra e quelli che ancora oggi continuano a difenderne i colori.


Presenti due degli allenatori entrati nella storia del calcio sant’eusaniese: Giuseppe Menicucci, protagonista della vittoria del campionato di Seconda Categoria negli anni Ottanta, e Franco Settimio, il tecnico che nella stagione 1993/94 guidò il S. Eusanio alla conquista dello storico campionato di Prima Categoria. Accanto a loro, una delle bandiere più amate, Pietro Verna, che con la maglia biancazzurra ha attraversato un’intera epoca tra gli anni Ottanta e gli inizi del Duemila, diventando un punto di riferimento dentro e fuori dal campo

Il ponte tra passato e presente era invece rappresentato da Edmondo Rosato, premiato come miglior giocatore della passata stagione. Un riconoscimento che assume un significato ancora più particolare se si pensa che è l’unico calciatore ancora in organico ad aver conquistato entrambi i campionati vinti dalla squadra di calcio a 5, nelle stagioni 2006/07 e 2016/17. Tra i momenti più coinvolgenti della serata, l’esposizione di fotografie storiche, coppe, maglie e cimeli ha attirato l’attenzione di decine di ex protagonisti. Ogni immagine diventava il punto di partenza per un racconto, ogni trofeo riportava alla mente una partita, ogni fotografia faceva riaffiorare nomi, episodi e amicizie che il tempo non ha cancellato.


La presenza del sindaco Raffaele Verratti e dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale ha ulteriormente sottolineato il valore dell’iniziativa. Nel corso della serata è stato consegnato alla squadra un attestato di benemerenza quale riconoscimento per il contributo offerto in cinquant’anni di attività sportiva e sociale. Non sono mancati i momenti dedicati al presente e al futuro, con la presentazione dei ragazzi che vestiranno la maglia del S. Eusanio nella stagione 2026/2027. Un passaggio simbolico, quasi un ideale testimone tra chi quella storia l’ha costruita e chi è chiamato a scriverne le prossime pagine.

«Questa festa era dedicata a tutte le persone che hanno fatto parte del S. Eusanio – ha detto il presidente Antonio D’Alfonso nel suo saluto finale – Vedere tornare qui così tanti ex calciatori, allenatori e dirigenti è stata un’emozione difficile da descrivere. Significa che questa squadra, in cinquant’anni, è riuscita a lasciare qualcosa che va oltre il calcio. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato e tutti quelli che, con il loro impegno, hanno contribuito a costruire questa splendida storia».

Alla fine della serata il risultato della partita era già passato in secondo piano. A rimanere erano gli abbracci, le strette di mano, gli occhi lucidi di chi aveva ritrovato un vecchio compagno di squadra e la consapevolezza che, dopo cinquant’anni, il S. Eusanio continua a essere molto più di una squadra di calcio. Perché ci sono storie che non finiscono con l’ultimo fischio dell’arbitro. Continuano a vivere nelle persone che le hanno condivise.

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