«Un medico va in pensione e migliaia di ragazzi restano senza medicina dello sport»

«Dal 1° agosto l’ambulatorio di Medicina dello Sport del Distretto sanitario di Vasto ha sbarrato le porte. Il motivo? Il medico specialista è andato in pensione». Comincia così la segnalazione inviata alla nostra redazione da una mamma di due ragazzi di 15 e 13 anni che praticano sport agonistico e che denuncia il disagio vissuto da numerose famiglie del Vastese e dell’Alto Vastese dopo la chiusura del servizio pubblico.

«Una dinamica del tutto prevedibile, che una corretta programmazione sanitaria avrebbe dovuto gestire per tempo e che invece si è trasformata nell’ennesimo, inaccettabile disservizio per la cittadinanza. Ad oggi nessuno sa quando e se l’ambulatorio riaprirà, lasciando un vuoto assistenziale immenso proprio a ridosso della ripresa dei campionati e delle attività sportive autunnali», scrive la lettrice.

La donna ricorda che la visita è indispensabile per ottenere il certificato di idoneità agonistica richiesto dalle società sportive e sottolinea come la chiusura dell’ambulatorio pubblico costringa molte famiglie a spostarsi in altri distretti sanitari oppure a rivolgersi ai privati.

«Quali sono le alternative per noi genitori? Le opzioni sono due, entrambe ingiuste: subire lunghi viaggi verso altri distretti sanitari della provincia ancora attivi oppure essere costretti a rivolgerci a strutture e studi privati a pagamento. Tutto questo mentre la legge prevede la gratuità della visita medico-sportiva agonistica proprio per i minori di 18 anni. Di fatto, la chiusura dell’ambulatorio si traduce in una tassa occulta sulle tasche delle famiglie».

«Lo sport per gli adolescenti non è un semplice passatempo: è salute, è inclusione, è crescita sociale. Privare la popolazione di Vasto e dell’Alto Vastese dell’unico presidio pubblico di Medicina dello Sport significa umiliare un bacino di utenza di decine di migliaia di abitanti».

Infine la richiesta di un intervento risolutivo: «Chiediamo risposte chiare e immediate alla direzione generale della Asl e ai rappresentanti politici della Regione Abruzzo. Non si può accettare che il pensionamento di un professionista blocchi un servizio essenziale. Esigiamo che venga nominato subito un sostituto e che l’ambulatorio di Vasto torni a funzionare a pieno regime. I nostri figli hanno il diritto di fare sport in sicurezza e noi genitori abbiamo il diritto di non essere lasciati soli».

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