A 25 anni corre spedito verso le 250 presenze in Eccellenza. Un traguardo che, con ogni probabilità, scollinerà in questa stagione, la sua decima in rossoblù. A Cupello, nel corso degli anni, la dirigenza ha sempre messo al primo posto la cupellesità ma, non ce ne vogliano il presidente Angelo Pollutri e il resto del gruppo, se indichiamo un ragazzo di Pollutri come simbolo del cuore pulsante tinto di rosso e blu.
Si dice Virtus Cupello, si scrive Nico Troiano. Guai a pensare a simpatie costruite nel corso degli ultimi anni: prestazioni, appartenenza e longevità ne fanno il simbolo della realtà rossoblù. Quella iniziata lunedì 27 luglio è la stagione della doppia cifra, la decima d’amore calcistico tra il club cupellese e il 2001 di Pollutri. Era la stagione 2016/2017 (non si conta quella 2020/2021 dell’era Covid, durata poco più di un mese…) quando un esterno sinistro, di rientro dalle giovanili della Virtus Lanciano e inserito negli Allievi rossoblù, venne notato da Panfilo Carlucci, allora alla sua prima esperienza da allenatore in Eccellenza. All’epoca era obbligatorio schierare tre under nati nel 1997, 1998 e 1999: Troiano fu buttato nella mischia pur essendo due anni “sotto età”. Una scelta coraggiosa, rischiosa ma rivelatasi fin da subito vincente, tanto che da allora a oggi il posto sulla corsia mancina ha sempre avuto lo stesso padrone.

Intoccabile non per favoritismi, bensì per le prestazioni offerte: è stato così anche con gli altri tre allenatori (Soria, Zeytulaev e Di Francesco) che lo hanno avuto alle proprie dipendenze. Quattro anni dopo ritrova in panchina Carlucci, in un rapporto che ricorda quasi quello tra padre e figlio, anche se le tirate d’orecchie non mancavano all’alba dell’esordio in Eccellenza e non mancheranno nemmeno oggi. Nico, rispetto al 2016, porta con sé una doppia valigia ricca di certezze, da calciatore e da uomo. È uno di quelli che ha sempre ragionato sul doppio binario tra sport e studio: due anni fa si è laureato in Scienze Motorie e a breve concluderà anche il biennio della Magistrale. Il calcio e lo sport sono la sua passione e, anche dal punto di vista lavorativo, ha le idee chiare sugli obiettivi ancora da raggiungere. Allo stesso tempo continua a mantenere grande concentrazione su quelli da inseguire in campo. Passo dopo passo è cresciuto: da under “sotto età” è diventato senior e ora è alla guida di un gruppo che dovrà dare la caccia all’ennesima salvezza, scendendo in campo ogni domenica con ambizione e determinazione. Ha già indossato la fascia di capitano in altre occasioni, ma la decima stagione coincide anche con l’investitura ufficiale da parte di staff tecnico e dirigenti. Un ulteriore senso di responsabilità.

Una risata prima e poi parole serie: Nico è così, uno a cui il divertimento piace eccome (e ci mancherebbe, a 25 anni), ma quando il gioco si fa serio ritrova immediatamente la massima concentrazione. La fascia mancina rossoblù è la sua seconda casa, lo ha detto apertamente. Allo stesso modo non ha nascosto che in questi anni si siano presentate occasioni per cambiare aria, eppure il legame con Cupello ormai va oltre qualsiasi trattativa o offerta. Corsa instancabile, assist, gol e tanto altro: parliamo di un classe 2001 che, all’orizzonte, avrà ancora almeno, se lo vorrà, un altro decennio da protagonista in Eccellenza. Il suo cognome riecheggia in giro per l’Abruzzo da anni, ma spesso ci si dimentica che si parla di un ragazzo ancora giovanissimo. Un aspetto che gioca sicuramente a suo favore, perché, per sua stessa ammissione, in campo ha ancora tanto da migliorare.

Ci ha raccontato tanto del Nico dentro e fuori dal campo, ripercorrendo le tante gioie vissute ma anche il riscatto dopo l’amara retrocessione del 2022. Un decennio durante il quale ha condiviso lo spogliatoio con tanti compagni e proprio a lui abbiamo chiesto di stilare la sua personale top undici in salsa rossoblù. Non si è tirato indietro, scegliendo un 352 iper offensivo che racconta molto dell’ultimo decennio del calcio cupellese. Spesso ce ne dimentichiamo, ma è una maglia indossata da giocatori che hanno conosciuto da protagonisti il professionismo, come Nando Giuliano e Massimo Marconato, e da altri che hanno raggiunto l’esordio nella Nazionale del proprio Paese, come Marculino Ninte con la Guinea-Bissau.

Senza dimenticare il recordman di gol dell’ultima Promozione, Alessandro Pendenza, autore di 45 reti a 40 anni e, in rossoblù, capace di realizzarne 50 anche in Eccellenza. L’attuale bomber cupellese Cristian Stivaletta è stato riposizionato nel suo ruolo originario di mezzala, accanto a due presenze recentissime come Alex Capitaino e Facundo Macarof. Infine tre elementi che hanno lasciato un segno nell’Eccellenza abruzzese, non soltanto a Cupello: i sansalvesi Giuliano “Lupo” Felice e Vito Marinelli e, a chiudere, il jolly difensivo classe ’92 Mattia De Fabritiis.
Da una top undici ricca di grandi nomi, il venticinquenne pollutrese ha iniziato il nuovo cammino che dovrà portare la Virtus Cupello verso il traguardo della salvezza. Sarebbe l’ottava personale in rossoblù. Un risultato di assoluto valore. Nico Troiano è pronto per nuove battaglie, questa volta da capitano, con l’obiettivo di continuare a difendere quei colori rossoblù che ormai sente come una seconda pelle.











