La strage dei tempi che stiamo vivendo «è la strage della verità». Davanti a oltre mille spettatori, Marco Travaglio ripercorre uno dei tratti più drammatici della storia italiana con la lectio Le stragi del 1992. Cosa vogliono farci dimenticare, secondo appuntamento extra del Vasto d’Autore Festival, organizzato da Angelozzi Comunicazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Vasto.
Il direttore del Fatto Quotidiano racconta il triennio 1992-1994, dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio, in cui perdono la vita Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli agenti delle loro scorte, fino alla stagione degli attentati del 1993: via Fauro a Roma, contro Maurizio Costanzo, cinque vittime in via dei Georgofili a Firenze, altrettante in via Palestro a Milano e gli attacchi alle basiliche di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano. Su questi ultimi Travaglio propone una lettura simbolica: «San Giorgio e San Giovanni erano anche i nomi degli allora presidenti di Camera e Senato, Giorgio Napolitano e Giovanni Spadolini». E poi l’attentato sventato ai carabinieri in servizio nel ’94 allo stadio Olimpico di Roma. Ricorda la strategia attribuita a Totò Riina, sintetizzata nella frase «fare la guerra allo Stato per poi fare la pace», spiegando come l’obiettivo della campagna stragista fosse ottenere l’abolizione del regime di carcere duro previsto dall’articolo 41-bis dell’ordinamento penitenziario e l’accoglimento delle richieste contenute nel cosiddetto papello di Riina.
Ampie riflessioni sulla trattativa Stato-mafia. Commentando l’esito del processo, concluso con l’assoluzione dei rappresentanti delle istituzioni, Travaglio ironizza: stando alle sentenze, «la mafia la trattativa l’ha fatta con se stessa». Fa notare che, esaurita la stagione delle bombe, Cosa nostra mette da parte la strategia stragista per privilegiare forme più silenziose di infiltrazione nella società e nelle istituzioni. La conclusione è amara: la strage dei nostri tempi «è la strage della verità».
Un’ora e un quarto, pubblico incollato agli spalti, nessuno guarda il telefono. Alla fine una standing ovation. Il Vasto d’Autore Festival tornerà a settembre con gli ultimi due appuntamenti della rassegna, affidati a Gianni Riotta e Monica Maggioni.











