Grandine come palline da tennis e onde anomale: danni ingenti, chiesto lo stato di calamità

Il bilancio si fa di ora in ora più pesante. La grandinata che ha colpito il Teramano e le mareggiate che hanno interessato la costa abruzzese hanno lasciato dietro di sé danni ingenti a coltivazioni, aziende, mezzi e stabilimenti balneari, tanto da spingere associazioni di categoria e imprese a chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale.

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Le aree più colpite nell’entroterra sono quelle comprese tra Bellante, Notaresco e la Val Tordino, con una situazione particolarmente critica tra Bellante Stazione, Ripattoni e San Nicolò. Danni vengono segnalati anche nei comuni di Campli, Sant’Onofrio, Mosciano Sant’Angelo, Castellalto, Morro d’Oro e nelle campagne tra Pineto e Roseto degli Abruzzi. Pesantissimo il bilancio per l’agricoltura. La grandine, accompagnata da forti raffiche di vento e precipitazioni intense, ha devastato numerose coltivazioni: pomodori, peperoni, fagiolini, zucchine, borlotti, mais, girasoli, sorgo, erba medica da seme, oltre a oliveti e vigneti. In diversi appezzamenti le perdite risultano pressoché totali.

«Da una prima valutazione emerge un quadro molto preoccupante, con aziende che hanno visto andare distrutto in pochi minuti il lavoro di un’intera stagione», afferma la presidente di Coldiretti Teramo, Emanuela Ripani, che ha chiesto alla Regione Abruzzo l’attivazione immediata delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Anche il mondo dell’artigianato e delle piccole imprese lancia l’allarme. La Cna parla di un «evento meteorologico di un’intensità devastante» che ha colpito edifici produttivi, impianti fotovoltaici, mezzi aziendali e infrastrutture. «Non possiamo lasciare che artigiani e piccoli imprenditori affrontino questa emergenza da soli», sottolineano i presidenti Bernardo Sofia e Alfredo Martinelli, chiedendo a Regione e Governo misure di sostegno e ristori economici.

Sulla costa, intanto, si continua a fare i conti con gli effetti del moto ondoso anomalo sviluppatosi ieri tra il tardo pomeriggio e la sera. A Francavilla al Mare l’acqua ha invaso le prime file degli stabilimenti balneari. A Fossacesia alcune imbarcazioni da pesca hanno rilevato tramite radar una probabile tromba d’aria a circa venti chilometri dal litorale. L’allerta ha consentito ai gestori dei lidi di spostare lettini e sdraio e di rimuovere temporaneamente alcuni ombrelloni prima dell’arrivo delle ondate. A Torino di Sangro il mare ha invece trascinato alcuni lettini, successivamente recuperati.

L’ennesimo episodio di maltempo estremo riaccende infine il dibattito sugli effetti dei cambiamenti climatici. «Assistiamo sempre più spesso a fenomeni violenti e imprevedibili che mettono a rischio la redditività delle imprese agricole», osserva il direttore provinciale di Coldiretti, Daniele Di Venanzio, secondo cui vanno rafforzati gli strumenti di prevenzione.

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