Veltroni a Vasto d’autore: «Tempo esasperato dai social. I leader di allora farebbero fatica»

Quello di Walter Veltroni non è un one man show, ma un diario personale e collettivo. Ricordi personali che si intrecciano con un decennio di progressi e cambiamenti. Il racconto degli anni Sessanta parte dalla dimensione intima: papà Vittorio, che fu il primo direttore del Tg della Rai, morì a soli 37 anni per una leucemia fulminante «forse causata da una trasfusione a seguito di un incidente stradale»; mamma Ivanka con la sua forza d’animo e la positività nell’affrontare qualsiasi problema: «Non l’ho mai vista piangere». Prosegue con la dimensione collettiva di anni lontani dall’individualismo spinto di oggi. Racconti, immagini, ma anche musica con il talento di Gabriele Rossi, 24enne pianista torinese che accompagna e sottolinea la narrazione. Platea piena nei Giardini di Palazzo d’Avalos per il penultimo appuntamento col Vasto d’autore Festival, organizzato da Angelozzi comunicazione e patrocinato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Vasto. Prima di salire sul palco, Veltroni spiega, in questa intervista, perché quegli anni furono straordinari e riflette sull’oggi: «I leader di allora farebbero fatica coi social. Viviamo un tempo esasperato».

Intervista di Michele D’Annunzio – Video di Nicola Cinquina

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