Ricercato si nascondeva a Ortona: arrestato grazie a una segnalazione su YouPol

Si nascondeva in un’abitazione di campagna a Ortona, ma è stato rintracciato e arrestato grazie a una segnalazione anonima arrivata tramite l’applicazione YouPol della polizia di stato. A finire in manette è stato un trentenne destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il 2 luglio scorso dall’ufficio esecuzioni penali della procura di Pescara. L’uomo deve espiare una pena definitiva di due anni e quattro mesi di reclusione per reati di resistenza a pubblico ufficiale e contro la persona.

(foto di repertorio)

L’episodio risale alla serata del 18 luglio, quando la Sala operativa dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Chieti ha ricevuto una segnalazione relativa a «un soggetto ricercato da giorni che aveva fatto perdere le proprie tracce e si nascondeva presso un’abitazione di campagna ubicata nel comune di Ortona». Dopo i primi accertamenti, gli operatori «verificavano la veridicità dell’informazione giungendo anche alla compiuta identificazione del soggetto da ricercare» e, attraverso una sessione di chat con l’utente anonimo, riuscivano ad acquisire «le indicazioni utili alla localizzazione del catturando».

Sul posto sono quindi intervenuti gli agenti della Sezione Volanti della Questura di Chieti, con il supporto di due equipaggi del Nucleo radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Ortona. Una volta raggiunta l’abitazione, le forze dell’ordine hanno circondato lo stabile e, «avendo avuto la certezza della presenza della persona presso il primo piano della palazzina», sono entrate nell’appartamento, dove hanno rintracciato il trentenne, che «non opponeva resistenza».

Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Chieti. La Questura evidenzia inoltre come la vicenda «dimostra l’utilità dell’applicazione YouPol che consente al cittadino di effettuare segnalazioni alla Polizia di Stato, anche in forma anonima» e ricorda che l’app, anche grazie alla possibilità di allegare foto e video, «ha permesso nel recente passato alla Polizia di Stato di Chieti di intervenire tempestivamente nei confronti di casi di bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti».

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