La “scuola” di Inglese: «Ascoltare, stare zitti e sacrifici per arrivare in alto. Oggi genitori influenti»

In alto non ci si arriva mai per caso. Il mondo sportivo vastese ha più di una figura che ha toccato vette importantissime, tra queste spicca, nel calcio, Roberto Inglese. L’esperto bomber, nato a Lucera ma trapiantato a Vasto da quando aveva 6 anni, si è tolto lo sfizio di essere titolarissimo in Serie A dove, in oltre 150 apparizioni, ha firmato 40 reti. Tra i professionisti, anche con le maglie di Pescara, Lumezzane, Carpi, Lecco, Catania e Salernitana ha toccato quota 100 gol in una carriera, finora, lunga quasi vent’anni.

Nel percorso ha accarezzato anche la Nazionale Italiana (due convocazioni senza mai giocare amichevoli o match ufficiali), oggi, a quasi 35 anni può essere una guida sicura per quei baby calciatori che hanno come sogno l’esordio in Serie A. Nei giorni scorsi “Bobby Inglish”, tornato a Vasto per godersi parte delle vacanze estive ha deciso di raccogliere l’invito dell’amico fraterno Ernesto Di Martino, oggi allenatore dell’Under 16 della Bacigalupo Vasto Marina. Sul sintetico del “Fulgenzio Fantini” la sua presenza non è passata inosservata, soprattutto per i pensieri lasciati, oltre ai baby dell’U16 anche a quelli dell’Under 17 del tecnico Perrucci.

Roberto ha ricordato le sue origini lucerine ma, «da piccolo, con tutti la mia famiglia ci siamo trasferiti a Vasto e, il primo allenamento, l’ho svolto proprio su questo rettangolo di gioco». Poi le strade da provare a percorrere per provare a toccare il cielo con un dito, fino alla Serie A: «L’importante è la passione, la voglia che ci si mette nel raggiungere gli obiettivi prefissati. Quando si è piccoli è lecito sognare e ascoltare tante persone. Quello che ha fatto la differenza nella mia vita e nella mia carriera è stato stare zitto e allenarmi. Date sempre retta a chi ha qualcosa da insegnare e ascoltate bene ogni singolo e prezioso insegnamento».

Rispetto a oltre vent’anni fa è cambiato il calcio, e anche il contorno: «Oggi, purtroppo, i genitori sono una parte troppo influente nella vita dei ragazzi. Ognuno di voi deve fare la propria strada e commettere i propri errori. Le soddisfazioni arrivano attraverso il sacrificio, il lavoro e la dedizione». Un messaggio forte e chiaro rivolto a quei genitori oggi troppo invadenti e pressanti nei confronti dei propri figli. Prima di salutare tutti c’è spazio per un ultimo passaggio: Non è oggi che si decide chi può arrivare in Serie A. L’importante è provarci, divertirsi; se poi ci sono voglia, passione e determinazione, si può arrivare a grandi livelli. Io ero come voi: non ero un fenomeno, avevo sicuramente qualche dote, ma nessuno nasce imparato».

Applausi scroscianti, parole vere da parte di chi, ha raggiunto la vetta senza regali e scorciatoie varie. Anzi, i tanti infortuni hanno minato, e non poco, il suo cammino, ma la sua carriera non potrà cancellarla mai nessuno. A fine giugno ha chiuso il capitolo Salernitana, attualmente è svincolato ma non ha alcuna voglia di appendere le scarpette al chiodo. In una recente intervista non ha nascosto il desiderio di tornare ad indossare la maglia del Pescara da dove tutto è partito. Vorrebbe dire riavvicinarsi alla “sua” Vasto dove, magari, tra qualche anno potrà essere una figura cardine per la crescita di quei calciatori che un giorno sognano di arrivare in alto, come successo a Roberto Inglese.

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