«Città deserta», il centrodestra sansalvese: «Boschetti si confonde con qualche città vicina a guida Pd»

Il duro botta e risposta sulle opere pubbliche, travalica i confini cittadini. È il centrodestra sansalvese che, replicando al segretario del Pd locale, Antonio Boschetti, cita «qualche città a noi vicina e amministrata dal Pd». Boschetti, in una nota, ha detto che San Salvo, senza i fondi straordinari messi a disposizione dal Pnrr, rischia di diventare una città deserta.

«Forse – accusano le liste di maggioranza – l’avvocato Boschetti ha preso spunto da ciò che accade in qualche città a noi vicina, amministrata proprio dai suoi amici di partito, dove il dibattito politico è ormai dominato dalle difficoltà amministrative, dalle occasioni mancate e da una crescente insoddisfazione dei cittadini».

«La città deserta, purtroppo, noi l’abbiamo conosciuta davvero – continua il centrodestra – È la San Salvo di molti anni fa, quando ad amministrarla c’era proprio quel centrosinistra che oggi il Partito Democratico continua a rappresentare. Un lungomare con poche opportunità, pochi eventi, poca capacità di attrazione e ben poche ragioni per scegliere San Salvo come meta estiva».

«Oggi la realtà è completamente diversa. San Salvo è una città che investe, realizza opere pubbliche, amplia i servizi alle famiglie, sostiene il tessuto produttivo, registra un costante incremento delle presenze turistiche e continua ad attrarre nuove attività economiche. Sono risultati concreti, sotto gli occhi di tutti, costruiti grazie a una visione amministrativa che negli anni ha saputo trasformare la città».

«Sostenere che, conclusa la stagione del Pnrr, San Salvo diventerà una “città deserta” significa ignorare quanto è stato realizzato e dimostrare di non avere alcuna fiducia nelle potenzialità della nostra comunità. È una narrazione che appartiene più alla propaganda che alla realtà. Chi oggi amministra San Salvo continuerà a lavorare con serietà e responsabilità affinché la città prosegua il proprio percorso di crescita, senza tornare mai più a quel modello di immobilismo che i cittadini ricordano fin troppo bene e che, evidentemente, qualcuno nel Partito Democratico rimpiange ancora».

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