Caso Birmingham-Trevallion, i magistrati non hanno commesso illeciti

Nella vicenda della famiglia Birmingham-Trevallion non ci fu «Nessun illecito da parte dei magistrati», quindi «il procedimento è archiviato». Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, mette la parola fine all’inchiesta disciplinare avviata circa tre mesi fa nei confronti dei giudici del tribunale dei minorenni dell’Aquila che si stanno occupando del caso.

Il tribunale dei minorenni dell’Aquila

I giudici, quindi, hanno rispettato procedure e norme senza far emergere alcun «profilo illecito». Gli ispettori ministeriali erano stati inviati all’Aquila il 17 marzo, alla vigilia del referendum sulla giustizia, ma sia Nordio che Meloni ne paventavano la missione da novembre. La decisione dell’ispezione è maturata dopo mesi di polemiche, soprattutto politiche, nate dalla decisione del Tribunale di sospendere la responsabilità genitoriale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion.

Nelle scorse ore, quindi, la parola “fine” che certifica il corretto operato dei giudici. «All’esito dell’inchiesta sulla famiglia nel bosco disposta dal ministro della Giustizia, non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati – si legge nella nota nella quale si puntualizza anche che, riprendendo le polemiche sulle presunte ingerenze – Le decisioni di merito in ossequio all’indipendenza e all’autonomia della magistratura non sono oggetto di valutazione».

Dopo l’archiviazione, l’Anm ha ribadito la sua vicinanza ai magistrati, «oggetto di sistematici attacchi per aver semplicemente fatto il proprio dovere».

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