Sanità, visita urgente fissata dopo due mesi: Vincenzo Menna sollecita la Asl

Il consigliere regionale di Abruzzo Insieme, Vincenzo Menna, sollecita una soluzione urgente per il caso di Donato Cappello, ex appartenente alla guardia di finanza di Vasto, in attesa di una visita urologica classificata come prioritaria e fissata dal Cup tra oltre due mesi, a fronte dei dieci giorni previsti.

Vincenzo Menna (Abruzzo Insieme)

L’esponente del centrosinistra esprime solidarietà al cittadino vastese, che avrebbe anche diffidato la Asl Lanciano-Vasto-Chieti per ottenere la prestazione nei tempi stabiliti.

«Esprimo piena solidarietà al sig. Donato Cappello, cittadino vastese ed ex appartenente alla Guardia di Finanza, costretto addirittura a diffidare formalmente la Asl Lanciano-Vasto-Chieti per ottenere una visita urologica urgente nei tempi previsti dalla legge. La sua vicenda purtroppo non rappresenta un caso isolato, ma l’ennesima testimonianza di un sistema sanitario regionale che sta progressivamente negando ai cittadini abruzzesi il diritto costituzionale alla salute. È inaccettabile che una prestazione classificata con priorità “B”, quindi da garantire entro dieci giorni, venga fissata dopo oltre due mesi. Ancora più grave è che a pagare il prezzo più alto siano spesso le persone fragili, gli invalidi, gli anziani e chi ha difficoltà negli spostamenti. Non si può pensare di risolvere le inefficienze organizzative scaricando il problema sui cittadini e costringendoli a spostarsi fuori territorio oppure, di fatto, a rivolgersi al privato. Da tempo denunciamo una situazione diventata ormai insostenibile in tutta la regione Abruzzo: liste d’attesa interminabili, reparti in sofferenza, carenza di personale e servizi sempre più lontani dai cittadini. La sanità pubblica sta perdendo la sua funzione principale, quella di garantire cure accessibili a tutti. Oggi per troppi abruzzesi la salute è diventata una chimera. O si aspetta per mesi mettendo a rischio la propria condizione clinica oppure si è costretti a pagare visite ed esami privatamente. È una deriva che non possiamo accettare. Per questo mi metto immediatamente a disposizione del sig. Cappello per seguire personalmente la vicenda e sollecitare una soluzione urgente, affinché venga garantita la prestazione richiesta nel rispetto dei suoi diritti e della dignità che ogni cittadino merita. Continueremo a batterci dentro e fuori il Consiglio regionale affinché il diritto alla salute torni ad essere realmente garantito e non soltanto scritto sulla carta».

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