L’Istituto di Istruzione Superiore “Alessandro Volta” di Pescara ha dedicato, l’8 maggio 2026, una giornata in memoria di Eleonora Mugoni, docente amata e stimata, scomparsa prematuramente il 20 gennaio 2025. Eleonora ha lasciato un segno profondo nel cuore degli studenti e dei colleghi e perciò la giornata in sua memoria non è solo commemorazione, ma testimonianza viva di ciò che Eleonora ha rappresentato: una presenza autentica.

L’intitolazione di un’aula alla sua memoria ha un enorme significato, oltre ad essere un gesto concreto: proietta il suo ricordo nel tempo. Chi si sofferma davanti alla targa percepisce il senso della missione educativa della scuola. Eleonora appartiene agli insegnanti che restano.
Non solo una docente, anche una guida: a scuola la ricordano per competenza e umanità, autorevolezza e dolcezza. Tutta per gli studenti una volta entrata in aula; per loro ascolto e comprensione.
Gli interventi degli studenti sono stati commoventi e coinvolgenti: a lei la gratitudine non solo per quanto hanno appreso, ma per quello che sono diventati; per la loro crescita.
Una presenza vera, come ha rimarcato la Dirigente scolastica prof.ssa Maria Pia Lentinio, una guida che sapeva accendere curiosità, stimolare il pensiero, trasmettere fiducia e ad aver coraggio nelle innovazioni. Una luce che resta. «Abbiamo scelto uno spazio dedicato all’innovazione» ha affermato la Dirigente «perché la professoressa Eleonora incarnava proprio questo: la capacità di guardare avanti, di sperimentare, di abitare il futuro insieme ai suoi ragazzi e ai suoi colleghi. Questa aula è e continuerà ad essere un laboratorio di idee, proprio come lo erano le sue lezioni.»
Alla passione per la scuola Eleonora aveva unito la passione profonda per l’equitazione. Nel rapporto con il suo cavallo trovava armonia, equilibrio, libertà. Si sentiva fiera e libera sul suo cavallo con cui aveva stabilito un legame di rispetto e fiducia reciproca. L’amore per il cavallo, ma per tutti gli animali e la natura, la faceva sentire completa e rendeva il suo modo di vivere e di essere intenso e autentico. Molto calzante la riflessione del professor Diodato, sottolineata dalla Dirigente scolastica «sul rapporto tra scrittura, uomo e natura: un tema che ci riporta all’essenza più autentica dell’umanità, quella sensibilità che Eleonora sapeva risvegliare nei suoi studenti con rara intensità.»
Infatti al Teaterno Sporting Club ASD di Chieti, 1° febbraio 2026, è stata apposta una targa commemorativa nel punto in cui Eleonora fu colpita da arresto cardiaco il 17 gennaio 2025, al ritorno da una passeggiata a cavallo.
Alcuni anni prima, per un atto d’amore, aveva fatto la scelta consapevole e generosa della donazione degli organi. Anche questo un modo per continuare ad esserci. La sua famiglia, papà Francesco, mamma Rosa Lucia e la sorella Isabella, con il patrocinio del Comune di Vasto, hanno lanciato il “Premio Eleonora Mugoni”: una giornata straordinaria svoltasi il 17 gennaio 2026 nella sala della Pinacoteca di Palazzo d’Avalos a Vasto.
Il professor Oscar Buonamano ha proposto un viaggio attraverso “La città di Calvino – invisibile, analoga, felice. È possibile, infatti, trovare un legame molto suggestivo e profondo tra Eleonora e lo scrittore.
Italo Calvino descrive in Le città invisibili cinquantacinque città che non sono solo luoghi fisici, ma costruzioni dell’anima, intrecci di memoria, desideri, relazioni umane, incontri e speranze. Sono città invisibili perché esistono nella fantasia e nello sguardo di chi le vive, nei legami che vi si creano, nei significati che le persone riescono a cogliere, e perciò diventano anche gioie e sofferenze dell’anima. Eleonora vedeva nelle aule in cui si soffermava non lo spazio scolastico di quattro mura, ma relazioni, fiducia e crescita condivisa. E Buonamano ha rimarcato che Eleonora è invisibile, perché non c’è più; analoga in quanto vive negli altri e soprattutto nei suoi studenti, e felice perché nel corso della sua vita è stata generosa e ha dato. Due altre qualità vorrei cogliere da Calvino in “Lezioni americane”: la leggerezza e l’esattezza. Leggerezza come capacità di cogliere l’essenza delle cose, passare per il vicoletto di una città e sintonizzarsi con la sua anima, armonia con la natura, capacità di elevarsi e, come ha detto la Dirigente scolastica, anche «nella tua falcata veloce ed elegante, nella grazia naturale del tuo stile, nel modo unico con cui attraversavi questi corridoi e la vita stessa» e «nell’accarezzare i misteri della vita».
Esattezza come precisione, rigore morale nella sua attività professionale fatta di umanità e amore, chiaro pensiero nell’elaborazione delle finalità educative.
L’aula a lei dedicata è una città invisibile, un luogo interiore in cui colleghi e in particolare gli alunni possono tornare con il ricordo, un luogo fatto di affetti, insegnamenti, esempi.
Ricordare Eleonora non significa rinnovellare il dolore, ma raccogliere il testimone: questo è il significato della giornata organizzata dalla sua Scuola. «La memoria oggi si fa anche cultura». La morte di Eleonora in giovane età segna il suo passaggio ad un mondo invisibile, ad un mondo vivo.
Rodrigo Cieri







