Acqua, oltre 700 metri di tubo provvisorio per rifornire i 15 comuni a secco

Una tubatura principale lunga oltre 700 metri, da cui si dirameranno poi i collegamenti verso i singoli paesi. È questa la soluzione provvisoria con cui la Sasi punta a tamponare l’emergenza idrica che, dopo le frane dei giorni scorsi, ha lasciato senz’acqua 15 comuni: Atessa e 14 centri del Vastese.

Palmoli: l’incontro Sasi-sindaci

A illustrare il piano è stato il presidente della società, Nicola Scaricaciottoli, durante il vertice che si è svolto stamani nel municipio di Palmoli, alla presenza del direttore tecnico Pio D’Ippolito, dell’assessora regionale Tiziana Magnacca e dei sindaci dei comuni coinvolti.

Al tavolo hanno partecipato i sindaci di Palmoli, Giuseppe Masciulli, Roccaspinalveti, Claudia Fiore, Carpineto Sinello, Antonio Colonna, Lentella, Marco Mancini, Carunchio, Gianfranco D’Isabella, Celenza sul Trigno, Nicola Di Laudo, Fresagrandinaria, Lino Giangiacomo, Tufillo, Ernano Marcovecchio, e Guilmi, Carlo Racciatti.

Nel corso dell’incontro, Scaricaciottoli ha spiegato che «ci sono tre fronti di frane e potrebbe aprirsene un quarto». Per questo, ha aggiunto, la soluzione individuata sarà la realizzazione di «un bypass perché la condotta è fuori uso, per una lunghezza complessiva di oltre 700 metri», fino all’allaccio con la rete esistente. Un primo intervento è già stato avviato: “Ieri è stato realizzato il primo tratto di 300 metri”.

Sui tempi per il ritorno alla normalità, però, il presidente della Sasi ha invitato alla cautela: «Fine settimana per qualche comune, se poi ce la facciamo con tutti… ma non me la sento di fare promesse che poi non possiamo mantenere». Nel frattempo, ha chiarito, «per il resto, dovremo ricorrere alle autobotti».

Al momento, per affrontare l’emergenza, «abbiamo a disposizione quattro autobotti della Sasi, tre di privati e ne arriverà una della Protezione civile regionale tramite la società Gran Sasso Acque», ha spiegato ancora Scaricaciottoli.

Durante il confronto, i sindaci hanno rappresentato i pesanti disagi che i cittadini stanno vivendo da giorni. Tra le situazioni più delicate, quella segnalata dal sindaco di Celenza sul Trigno, Nicola Di Laudo, che ha richiamato l’attenzione sulle 42 persone ospitate nella Rsa del paese.

Palmoli e Roccaspinalveti stanno riuscendo a tamponare attingendo alle sorgenti presenti nei rispettivi territori comunali. Negli altri centri, invece, la situazione resta più complicata: gli amministratori hanno raccontato di file davanti alle autobotti, con i mezzi che restano nei singoli paesi solo per un tempo limitato, costringendo molti residenti a fare i conti con attese, taniche e rifornimenti d’emergenza.

«Io – ha tuonato Mancini – ho questa camicia da Pasqua. Mia moglie mi dice: ‘Stasera posso fare la lavatrice?’. ‘No, non la puoi fare, perché siamo in emergenza’. Ci sono persone malate che non hanno figli. Chi gliela porta l’acqua?».

Magnacca ha telefonato in vivavoce a Maurizio Scelli, coordinatore della Protezione civile abruzzese, strappando la promessa di una fornitura idrica maggiore tramite autobotti per tamponare l’emergenza e riempire, almeno in parte, le cisterne di accumulo dei singoli comuni.

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