Rubinetti a secco da giorni, autobotti insufficienti e Comuni costretti a organizzarsi in proprio: l’emergenza idrica nel Vastese approda al tavolo confronto tra i sindaci dei 15 centri coinvolti e i vertici della Sasi. L’incontro servirà a fare il punto sulla crisi provocata dalla rottura della condotta principale danneggiata dalla frana di Roccaspinalveti e, soprattutto, a chiarire tempi e modalità del ripristino dell’erogazione.
In attesa di risposte ufficiali, alcuni Comuni si stanno già muovendo in autonomia per garantire l’approvvigionamento idrico ai residenti. È il caso di Lentella, dove l’amministrazione comunale ha deciso di acquistare direttamente l’acqua per riempire il serbatoio del paese e coprire il fabbisogno della popolazione.
Come spiegato dal sindaco Marco Mancini, il Comune spenderà tra i 2 e i 3mila euro per rifornire la cisterna, facendo arrivare l’acqua tramite un’impresa privata di Cupello. Finora sono già stati effettuati otto scarichi e potrebbero esserne necessari altri quattro o cinque per completare il riempimento del serbatoio e garantire il servizio ai circa 700 abitanti del paese.
Il quadro resta pesante. Le piccole autobotti messe a disposizione non bastano a coprire le necessità dei centri colpiti e, in molti casi, le amministrazioni locali stanno cercando soluzioni alternative per evitare ulteriori disagi. A Lentella, inoltre, è stato chiesto di estendere i rifornimenti anche alle strutture più sensibili del territorio, come lo Sprar e la casa famiglia.
Secondo quanto riferito dallo stesso sindaco, al momento non si hanno ancora certezze sui tempi di ripristino: si parla di venerdì o sabato, ma saranno proprio i tecnici della Sasi a dover fornire indicazioni più precise durante il confronto con i sindaci, in programma a Palmoli.
Nel Vastese, dove la carenza idrica è una criticità cronica e in molti paesi si convive da anni con turnazioni e sospensioni quotidiane, il maltempo della scorsa settimana ha fatto precipitare una situazione già fragile. Per questo il vertice è atteso come un passaggio fondamentale, almeno per dare ai territori tempi certi e una gestione più strutturata dell’emergenza.







