Una mattinata di vicinanza, sorrisi e piccoli gesti dal grande significato quella vissuta oggi all’ospedale San Pio di Vasto, dove i volontari della Ricoclaun hanno portato il tradizionale dono delle palme benedette in tutti i reparti in occasione della Domenica delle Palme.

Oltre 300 palme sono state distribuite tra corsie, stanze e ambulatori, raggiungendo pazienti, familiari e operatori sanitari. Un segno concreto di conforto e vicinanza che quest’anno si è arricchito anche della consegna di uova di Pasqua: un doppio dono per i bambini del reparto di Pediatria, grazie alla generosità della stessa associazione e di Luigi Farina e Raspa di San Salvo, e un uovo Ricoclaun per ciascun reparto, come gesto di gratitudine verso il personale sanitario.
Dietro ogni ramoscello, spiegano dall’associazione, c’è stato un lavoro fatto con cura: dalla ricerca delle palme alla preparazione, fino alla benedizione resa possibile grazie alla disponibilità di don Nicola Fioriti.

La giornata è iniziata davanti al Cup, dove i clown volontari si sono ritrovati per un momento di condivisione prima di raggiungere i reparti. Tra canti, sorrisi e musica, le corsie si sono riempite di un’atmosfera diversa dal consueto, con porte che si aprivano, sguardi incuriositi e tanti segni di affetto da parte di chi ha accolto il piccolo dono.
«È stato un servizio di clownterapia pieno di sorrisi, donati e ricevuti», racconta la presidente Rosaria Spagnuolo. «Un intreccio di emozioni condivise con pazienti e operatori sanitari che ci hanno accolto con grande affetto e gratitudine».
Un gesto semplice, ma capace di lasciare il segno, nel solco dell’impegno che da anni la Ricoclaun porta avanti in ospedale e nei luoghi della fragilità. «Il nostro donare è sempre accompagnato dalla gioia di ricevere», aggiunge Spagnuolo. «È uno scambio che ci arricchisce profondamente e che dà senso al nostro impegno nel volontariato. Il nostro augurio è che questi rami benedetti possano portare pace e serenità nei cuori di tutti: dei malati, del personale sanitario, delle famiglie e dell’intera comunità».









