Trecentosessantatré giorni dopo, le scene sono simili. Statale impraticabile e via Spalato trasformata in una piscina il 29 marzo 2025. SS16 allagata e via Spalato invasa dal fango il 27 marzo 2026. Per correre ai ripari, il Comune di Vasto ipotizza due soluzioni, ma servono centinaia di migliaia di euro.
«Dopo l’allagamento dello scorso anno – dice a Chiaro Quotidiano Alessandro d’Elisa, assessore ai Servizi manutentivi – abbiamo effettuato la manutenzione del canale esistente e riaperto il tubo che aspira l’acqua. In condizioni normali, questo tubo sfocia in un pozzetto collegato a un canale delle acque bianche, che raccoglie le acque superficiali provenienti dalla cima del costone, opera realizzata dal Genio Civile negli anni Ottanta per la sistemazione idrogeologica della zona».

«In condizioni normali il sistema funziona e l’acqua veniva anche utilizzata per l’irrigazione. Ma quando piove molto intensamente il tubo, di soli 400 millimetri, non riesce a contenere il flusso. Il troppo pieno finisce sulla strada davanti alla scuola e, in parte, verso un condominio costruito sui terreni dell’ex cantiere Fioroni (l’impresa che costruì la galleria ferroviaria di 6,8 chilometri sotto Vasto), fino alla zona del condominio Cona a Mare. L’intervento di pulizia del canale eseguito lo scorso anno ha funzionato, ma non basta a risolvere completamente il problema».
Due le soluzioni individuate dai tecnici municipali. La prima è «realizzare – spiega d’Elisa – una grande vasca di raccolta nella zona del condominio Belvedere, per canalizzare l’acqua verso il Fosso Marino. artire da un grande pozzetto situato tra i complessi residenziali Cona a Mare e Palmento del Golfo (a sud della scuola di via Spalato, n.d.r.), realizzando un primo pozzetto di raccolta in cui convogliare, tramite due salti di livello, le acque piovane che scendono dal costone orientale e indirizzare il flusso verso Fosso Marino e, quindi, in mare».

«Si tratta di opere idrauliche importanti — spiega d’Elisa —: la prima soluzione potrebbe costare tra i 250 e i 300 mila euro, la seconda circa 500 mila euro. Al momento non abbiamo queste risorse a bilancio. Dobbiamo coordinare un sopralluogo con il Dipartimento Difesa del Suolo della Regione Abruzzo per valutare gli interventi e reperire i fondi necessari».
I temporali di due giorni fa sono arrivati a un anno esatto da quelli del 29 marzo 2025, che avevano provocato la chiusura per una notte e la mattina successiva di un tratto della Statale 16. Questa volta le precipitazioni sono state inferiori, ma hanno comunque causato rallentamenti del traffico e difficoltà per i residenti a uscire di casa nelle ore serali e nelle prime ore del mattino successivo.









