È crollata una delle abitazioni sul fronte della frana di Santa Lucia, a Silvi, mentre la provinciale 29/b si è spaccata in più punti, solcata da fenditure profonde e da una voragine che fotografa la violenza del movimento del terreno. Il peggio, però, è stato evitato: gli abitanti della palazzina poi ceduta erano stati fatti evacuare dalla Protezione civile attorno alle 4 del mattino. Poche ore dopo, quella casa non c’era più.

La mattinata a Silvi Paese è stata segnata da ore di forte apprensione. Il fronte franoso, già da tempo monitorato, ha avuto una brusca accelerazione nelle prime ore di oggi, allargandosi ulteriormente e trascinando a valle alberi e abitazioni. La zona era già sotto osservazione da settimane e la Provincia aveva disposto la chiusura della SP 29/b nei giorni scorsi, ma il quadro si è aggravato in poche ore.
Sul posto è intervenuto sin dall’alba il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli, che ha coordinato le operazioni di evacuazione dell’abitazione diventata instabile. È proprio questo il dato che oggi fa la differenza tra la paura e la tragedia: la casa crollata non era tra quelle ritenute fino a quel momento le più esposte, ma il presidio costante dell’area ha consentito di intervenire in tempo e di mettere in salvo tutte le persone coinvolte.
Secondo quanto comunicato dalla Regione Abruzzo, l’accelerazione del dissesto ha modificato in modo sensibile il quadro di rischio. Il fronte franoso, spiegano da Pescara, è ora oggetto di ulteriori approfondimenti affidati a un pool di tecnici specializzati, con il coinvolgimento anche dell’Università, per definire con precisione l’evoluzione del fenomeno e individuare gli interventi più adatti di messa in sicurezza.
«La Regione Abruzzo è in prima linea, insieme al Comune e alla Protezione civile, per gestire al meglio la situazione e garantire la sicurezza dei cittadini», ha dichiarato il presidente Marco Marsilio, che ha assicurato il massimo impegno per reperire fondi regionali e nazionali necessari ad affrontare l’emergenza e ad avviare, appena possibile, gli interventi di consolidamento e ripristino.









