I carabinieri di Orsogna hanno arrestato, in flagranza di reato, un 46enne e un 54enne rispettivamente residenti nelle provincie di Napoli e Salerno, autori in concorso tra loro di una truffa aggravata nei confronti di un’anziana donna del posto.
Il copione è simile a tanti altri casi. Verso le ore 13.30 del 23 marzo, la donna ha ricevuto una chiamata sul telefono fisso di casa da parte di uomo che, simulando circostanze inesistenti e con un subdolo ed efficace uso di parole, è riuscito a raggirare l’anziana convincendola che stava parlando con suo nipote. Il finto nipote dopo aver carpito la fiducia della vittima, raccontando che sua madre avrebbe dovuto assolutamente saldare un debito con l’ufficio postale del paese, è riuscito a convincere la donna a consegnare 3mila euro in contanti a una persona di fiducia che di lì a poco sarebbe andata a ritirare la somma.

Poco dopo, alla porta dell’anziana, si è presentato uno dei due arrestati che si è fatto consegnare la somma pattuita per poi allontanarsi con un complice a bordo di una Fiat Panda presa a noleggio. L’auto è stata incrociata da una pattuglia dei carabinieri di Orsogna che, insospettiti dal fatto che le persone sul veicolo non erano del posto, hanno deciso di effettuare un controllo.
Durante l’accertamento, gli stessi militari hanno ricevuto, da parte della centrale operativa di Ortona, la comunicazione che qualche minuto prima, nelle vicinanze, era stata consumata una truffa ai danni di una persona anziana.
A lanciare l’allarme è stata la sorella della vittima che, incrociando sul pianerottolo di casa la congiunta, ha immediatamente intuito cosa realmente fosse successo. Questa informazione e una serie di elementi emersi durante i controlli, hanno indotto i militari a effettuare una perquisizione veicolare durante la quale è stata rinvenuta la somma di 3mila euro in contanti sottratta alla vittima.
Accertato che le due persone fossero gli autori materiali della truffa, è scattato l’arresto. Su disposizione del pm della procura della Repubblica di Chieti, i due sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza dei carabinieri di Ortona in attesa del giudizio direttissimo previsto per il giorno successivo. Gli accertamenti hanno permesso di scoprire che il 46enne era già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di dimora a Napoli, violazione per cui è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza di reato.
Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato gli arresti e ha disposto per entrambi l’obbligo di dimora nei comuni di residenza.









