La casa distrutta, ferite e traumi da curare. Omar e suo figlio Fadl da Gaza sono arrivati in Italia e da due mesi vivono a Vasto. La loro storia in Italia, raccontata dalla Tgr Abruzzo [GUARDA], è iniziata nel maggio del 2025, quando sono arrivati a Bergamo con un volo sanitario. Il bambino di 9 anni aveva bisogno di cure: tendini di una mano lesionati e una cicatrice sull’addome frutto di un’operazione d’urgenza effettuata nella Striscia di Gaza sotto i bombardamenti israeliani.

Sono nel nostro Paese grazie al sistema di accoglienza integrata (Sai). Papà Omar, 44 anni, a Bergamo aveva trovato lavoro e qualche amico, mentre il piccolo aveva iniziato a frequentare la scuola, poi il trasferimento. Per questo oggi Omar vorrebbe tornare nella città lombarda, anche perché il figlio ha bisogno di una nuova operazione e di continuare la fisioterapia.

La loro è anche una storia di famiglia separata. A Gaza ci sono la moglie di Omar e cinque figlie che vivono in condizioni estreme: in una tenda vicino al mare e con costi della vita altissimi. La speranza di Omar ora è che sia possibile riabbracciare in Italia tutta la famiglia: «Vorrei farle arrivare in Italia, tre studiavano da infermiere, sarebbe bello ricambiare quello che l’Italia ha fatto per noi».









