Una storia d’amore vissuta a più riprese e condita sempre da una massiccia dose di gol. Il sale per tutti gli attaccanti, soprattutto i bomber, quelli che ci tengono, fortemente, ogni volta che si gonfia la rete.
Discorso che riguarda da vicino anche Sante Mileno, oggi trentasettenne ma, da oltre vent’anni grande protagonista nel calcio a 5 abruzzese. Cresciuto calcisticamente nel calcio a 11, poi all’alba degli anni 2000 “folgorato” dal futsal che, ormai da ventitré anni continua ancora ad accompagnarlo.
Complici i problemi al ginocchio la sua carriera da pivot sembrava essersi interrotta nel 2022 quando decise di affiancare, da vice, Giampaolo Porfirio alla guida del Futsal Vasto. Due stagioni nello staff tecnico, nel frattempo l’operazione al ginocchio, la riabilitazione e, gradualmente, il ritorno in campo. Nell’estate del 2024, con Michael Rossi di nuovo in panchina la decisione unanime è stata quella di riavere bomber Sante di nuovo in veste di giocatore. Dall’ultimo timbro del 2022 ai nuovi della stagione in corso ma, due giorni fa, sabato 14 marzo, nella felice trasferta aquilana ha trovato il quarto centro stagionale.

Non banale, tutt’altro, visto che si è trattato del suo 400° gol con la maglia della sua città, quella attuale del Futsal Vasto. Una storia d’amore “calcettistica” iniziata nel 2003, ventitré lunghissimi anni in cui più della metà li ha trascorsi indossando il biancorosso. A fine partita, con tanto di maglia celebrativa, foto di rito con compagni di squadra, staff tecnico, dirigenziale, amici e tifosi. Per il classe ’88 vastese doc i gol in carriera sono ora 679 ripensando anche alle esperienze che hanno intervallato quelle vastesi. Ha giocato tra le altre a Ortona, Lanciano, Cupello e San Salvo, lasciando, ovunque sia andato, uno splendido ricordo, non solo per i tanti gol ma anche e soprattutto dal punto di vista umano.
Non sappiamo se, da qui, alle prossime stagione, riuscirà a tagliare anche il traguardo delle 700 reti totali ma, Sante Mileno si godrà a lungo i 400 timbri con la maglia della “sua” Vasto.











