Agente morso da un internato a Torre Sinello, la Uil: «Ennesimo episodio di violenza»

Nuovo episodio di violenza all’interno della casa lavoro di Vasto. Nel pomeriggio di ieri, 13 marzo 2026, un agente della polizia penitenziaria in servizio al secondo piano della sezione internati del carcere di Torre Sinello è stato aggredito da un recluso durante un intervento disposto per ragioni di ordine e sicurezza interna.

Vasto, carcere di Torre Sinello

A denunciare l’accaduto è Giovanni Notarangelo della segreteria provinciale della Uil Pubblica amministrazione, che in una nota parla di un fatto «gravissimo» e torna a sollevare il problema, già più volte evidenziato dal sindacato, della gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici: «Nel pomeriggio di ieri, 13 marzo 2026 – scrive in un comunicato il rappresentante sindacale – ennesimo episodio gravissimo accaduto presso il secondo piano della sezione internati della casa lavoro di Vasto. Un agente di servizio, appena prese le consegne, riceveva delle richieste da parte di una rappresentanza di altri internati che lamentavano la presenza non gradita di un altro internato sul piano detentivo. L’agente di servizio si adoperava chiamando la sorveglianza generale di turno, la quale, per motivi di opportunità penitenziaria, disponeva la chiusura in camera di pernottamento dell’internato indesiderato. All’arrivo del sottufficiale di turno, insieme a un assistente capo coordinatore, lo stesso opponeva resistenza attiva, cercando in tutti i modi di non essere chiuso in cella. Nei momenti concitati, vista la veemenza con cui l’utente si opponeva alla forza pubblica, lo stesso sferrava un morso a un agente di servizio».

«L’ennesimo episodio di violenza subita dalla Polizia Penitenziaria in forza a Vasto non fa altro che aumentare le preoccupazioni del personale e, nel contempo, fa riemergere il solito problema, mai risolto e mai affrontato, degli internati psichiatrici ospiti in una struttura nuova non consona alla loro condizione psichica. Chi soffre di disturbi mentali – conclude Notarangelo – non può e non deve essere custodito nelle carceri italiane».

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