I tempi della politica non corrispondo quasi mai a quelli della burocrazia e delle procedure. Così, dopo i dati che evidenziano il calo dei traffici marittimi a Punta Penna, da giorni è in corso l’ennesimo fuoco incrociato sui lavori di potenziamento del porto di Vasto. La vicesindaca Felicia Fioravante, due giorni fa, ha parlato di danno a causa dei lavori fermi ottenendo, oggi, la replica di Etel Sigismondi che parla di richieste di integrazioni e tempi tecnici che ora sarebbero stati assolti.

Ma qual è la situazione al di là delle accuse reciproche? Per conoscerla abbiamo consultato la documentazione depositata dal dipartimento Infrastrutture e traporti della Regione al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) dove è in corso l’iter autorizzativo (di verifica di assoggettabilità a Via), partito il 12 maggio 2025, del progetto di “Potenziamento e riqualificazione infrastrutturale diga foranea, molo di levante e molo martello -Primo stralcio dei lavori di prolungamento della diga foranea Nord”.
Documenti assenti ed errori grossolani
La data significativa in questa vicenda è il 6 novembre del 2025, quando la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale del ministero chiede una lunga serie di integrazioni. È da questa lettera che si percepisce la dimensione delle lacune, probabilmente causa principale dei tempi lunghi.
Innanzitutto, la commissione chiede ben 16 documenti che, pur citati nell’elenco degli elaborati inoltrato dalla Regione, non sono stati inviati. Si tratta di carte fondamentali per il parere che il ministero dovrà emettere: relazione generale, planimetrie e documentazioni fotografiche, relazioni tecniche e paesaggistiche, cronoprogramma dei lavori, computi metrici ecc. È la stessa commissione a rimarcare che tali elaborati «sono ritenuti necessari ai fini della formulazione del parere di competenza».

Non solo carenze, ma l’iter è viziato anche da grossolane sviste nella scarna documentazione inviata, ad esempio nello screening per la valutazione di incidenza ambientale. Il documento, anch’esso fondamentale, dovrà essere rinviato perché quello già depositato contiene «errori, omissioni, incongruenze, errate indicazioni ed erronei riferimenti a documentazione non depositata». Tra questi basti citare che come area interessata dal progetto viene citato, due volte, il territorio di Porto Empedocle. Nel passaggio in cui si cita la «documentazione non depositata», la commissione si riferisce, di nuovo, al cronoprogramma dei lavori: oggi, quindi, non è conosciuta neanche una stima della durata degli interventi.
Sempre riguardo a tale valutazione, il Mase chiede anche «il Cv del professionista che ha sottoscritto il format al fine di poter verificare la competenza specifica dello stesso».

Completano le richieste documentali il verbale della conferenza di servizi del 4 febbraio 2025, le valutazioni ambientali che hanno portato all’attuale progettazione, il Piano terre e rocce da scavo e l’analisi degli effetti-cumulo.
Tutto ciò è presente nella comunicazione del 6 novembre 2025, da quella data partivano i 20 giorni di tempo per poter presentare le integrazioni richieste e far avanzare la procedura o chiedere una proroga.
E le integrazioni citate da Sigismondi?
Il senatore vastese replica alla vicesindaca affermando che le integrazioni sono state regolarmente inviate a febbraio. Probabilmente si riferisce al documento depositato dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Centrale che però si limita a una risposta scritta su eventuali effetti-cumulo con gli altri progetti in programma.
In questo caso si nota che, dal 6 novembre 2025, la richiesta è stata acquisita al protocollo dell’ente il 29 gennaio 2026 (sarà una coincidenza, nei giorni di un altro botta e risposta sull’argomento tra Francesco Menna e Marco Marsilio).

La commissione tecnica del ministero nella missiva di novembre chiedeva anche lo stato di avanzamento del “Completamento infrastruttura al Porto di Vasto. Interventi di potenziamento ed ampliamento – fase 1 – banchina di Levante/molo Martello/molo sopraflutto” (già appaltato), presentato dalla “defunta” Zes Abruzzo poi confluita nella Zes unica.
Nella propria nota (inviata il 4 febbraio e pubblicata il 25), l’Autorità risponde che «non dispone di aggiornamenti in merito all’avanzamento del procedimento dell’intervento, non essendo coinvolta direttamente nella relativa gestione».
La stessa Autorità prosegue citando gli altri interventi inseriti nel programma triennale delle opere pubbliche: realizzazione infrastruttura digitale/sistemi controllo di videosorveglianza (1,5 milioni di euro, 2027), intervento di consolidamento del banchinamento nord (2 milioni di euro, 2028), allungamento molo sopraflutto ed ampliamento piazzale di levante (25 milioni di euro, 2028): per tutti questi interventi «non risulta avviata la fase di progettazione, in quanto gli stessi non risultano ancora finanziati».
E tutti i documenti assenti? Nella sezione dedicata al progetto sul sito del ministero i documenti disponibili sono l’Elenco elaborati, lo Studio preliminare ambientale, la Relazione di incidenza (da rinviare perché contenente errori), la Gestione dei materiali da scavo (da rinviare perché non chiara). Al momento, nonostante siano passati tre mesi dalle richieste, non è presente nessuna delle integrazioni, né è consultabile una eventuale domanda di proroga.









