San Salvo in Eco.Lan, «Fretta ingiustificata e dubbi sui costi, serve chiarezza»

Aspetti non chiari, mancanza di coinvolgimento e una fretta ingiustificata. È quanto denunciato stamattina dai consiglieri di minoranza di San Salvo Fabio Travaglini, Giancarlo Lippis e Nicola Argirò in una conferenza stampa sull’ultima riunione dell’assise civica che ha dato il via libera all’ingresso in Eco.Lan (all’appuntamento con i giornalisti avrebbe dovuto partecipare anche Alfonso Di Toro, assente per un imprevisto).

Fabio Travaglini

Travaglini: «Rischiamo di perdere governance sui rifiuti»

A esordire è stato Travaglini (Più San Salvo): «Bisognava fare due delibere, una sull’acquisto delle quote e una sull’affidamento. Inoltre, la seduta è stata convocata con urgenza, prima che la vicenda al Tar si concluda (il riferimento è al ricorso dell’Agcm che ha ritenuto illegittimo il precedente affidamento al Civeta, ndr). Se questa terminerà positivamente, la decisione affrettata di entrare in Eco.Lan si rivelerà un errore»
Poi, Travaglini cita il Civeta che «avrebbe potuto ampliare la sua attività con una concertazione territoriale, tale mancanza ovviamente non è colpa solo del Comune di San Salvo. In questo modo si rischia di perdere la governance nel settore cruciale dei rifiuti. Nell’approdo in Eco.Lan non is fanno bene i conti su quali saranno i costi per i cittadini e su come si effettuerà il servizio. Così si mette a rischio il Civeta, facendogli mancare il supporto politico e strategico del nostro Comune. Oggi ci si vuole nascondere dietro tecnicismi per non rivendicare quella che è una scelta politica».
Nel proprio intervento, Travaglini ribadisce l’assenza di condivisione delle scelte: «Le commissioni vengono convocate con un giorno di anticipo, non c’è spazio di elaborazione, ma è solo un appuntamento che anticipa il consiglio; da novembre avremmo dovuto avere almeno 2-3 sedute sull’argomento e così non è stato. Questo è un tema che andava trattato pubblicamente».

Lippis: «Nei prossimi anni aumenti non giustificati»

«Si potevano intraprendere altre scelte, come quella di indire un bando pubblico – ha aggiunto Lippis (San Salvo Popolare e Liberale) – Se i miglioramenti sono solo quelli citati in consiglio, sono scarsi. Tra questi è stato citato l’inserimento della tariffa puntuale, ma era prevista anche da Pulchra. Come mai non si è portata avanti? Perché si incrementano i costi nei prossimi anni? Non mi si risponda a causa degli adeguamenti Istat. Nel servizio ci sarà una diminuzione dei passaggi per il ritiro dei rifiuti, quindi si dovrebbe avere una diminuzione della rata».
L’ex assessore all’Ambiente, poi rileva un’altra criticità: «Nella proposta progettuale non è spiegato bene come sarà affrontato il servizio nella zona del mare, bisogna essere strutturati per farlo, lì la popolazione raddoppia durante l’estate. Serve una proposta più dettagliata». «Purtroppo non veniamo mai convocati, se non solo a scelte già prese».

Argirò: «Ci aspettiamo un maggiore coinvolgimento, necessaria chiarezza»

A chiudere è Argirò (Azione Politica): «Abbiamo chiesto il motivo dell’urgenza nella convocazione e non abbiamo avuto risposte. Le passata Amministrative si sono concluse con uno scarto di qualche centinaio di voti, oggi alcuni pezzi della maggioranza sono con noi; possiamo quindi dire che siamo noi a rappresentare la maggioranza. Non è che vogliamo amministrare, ma almeno essere coinvolti».
Poi le criticità sulla documentazione che il consigliere di minoranza aveva già sollevato durante l’assise civica: «Da quando inizierà questo nuovo servizio, abbiamo votato un documento che riporta “A far data dal…”, un’indicazione incompleta. Se l’affidamento parte ora o a giugno è diverso, soprattutto nei costi. Perché tutta questa fretta?».
Concludendo, Argirò è tornato sull’intervento di Tiziana Magnacca che, prima del voto in aula, ha cercato di raffreddare i toni e smussare le parole della sindaca Emanuela De Nicolis: «La reprimenda finale della presidente del consiglio che ha redarguito la sindaca che ci ha attaccato senza rispondere nel merito indica che neanche loro hanno le idee chiare. Vogliamo chiarezza e trasparenza».

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