Prorogata la cassa integrazione alla Pilkington, riduzione al 31 dicembre 2026

Si è tenuto questa mattina in modalità telematica l’incontro tra la Regione, il ministero del Lavoro, i sindacati e la Pilkington Nsg per la sottoscrizione del verbale di proroga della cassa integrazione per i contratti di solidarietà per i dipendenti dello stabilimento sansalvese.

Le principali novità riguardano la riduzione dell’uso della cassa integrazione, inizialmente previsto fino a marzo 2027 e ora ridotta al 31 dicembre 2026. Inoltre, si è passati da un utilizzo del 20% della cassa dello scorso anno fino a un massimo del 15%, che interesserà a rotazione 1.807 lavoratori. A darne notizia è l’assessora regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca che commenta: «Salutiamo positivamente la riduzione dell’uso della Cigs, abbiamo inoltre appreso che entro quest’anno è previsto il ripristino del turn over ridando speranza a nuova occupazione per maggiori competenze da immettere nei cicli produttivi, a seguito del collocamento a riposo dei lavoratori».

«L’azienda, pur confermando le difficoltà già note del comparto automotive, saluta favorevolmente l’obiettivo della Commissione europea di introdurre una gradualità nella riduzione del CO2. Questo dovrebbe ridare nuovo respiro alla produzione automobilistica, insieme al riconoscimento del principio della neutralità tecnologica, nonostante i temi legati al costo dell’energia e ancora di più, la feroce concorrenza dei produttori asiatici», aggiunge Magnacca.

Il 2026 vedrà il rifacimento del forno fusorio float, operazione da 80 milioni di euro, il più grande investimento degli ultimi decenni. L’azienda ha precisato che la richiesta della Cigs fino al 31 dicembre è un vincolo normativo più che una decisione aziendale fondata sulla riduzione dei mesi di ammortizzatore.

Tiziana Magnacca

«Le istituzioni stanno garantendo il mantenimento dei livelli occupazionali attraverso la cassa integrazione, l’azienda pianifica importanti investimenti con l’uso di nuova tecnologia in chiave sostenibile e innovativa ed aprirà anche alla possibilità di nuovi collocamenti in organico. Aspettiamo a questo punto gli sviluppi della disciplina europea che verrà presentata ufficialmente a fine febbraio in commissione Ambiente del Parlamento europeo. Si tratta dell’Industrial Accelerator Act (Iaa) per parlare anche di energia e di Made in Europe come strumento per far ripartire la manifattura europea, riconquistare parte di competitività persa e quote di mercato inglobate dalla concorrenza cinese, per accelerare la decarbonizzazione e ridurre la dipendenza dalla tecnologia straniera».

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