I legali di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham tornano a chiedere un’immediata revoca del provvedimento di allontanamento dei tre figli che dal 20 novembre di trovano nella struttura protetta di Vasto. Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno depositato venerdì scorso, 13 febbraio, la nuova richiesta.
Nel documento di dieci pagine si evidenzia come i tre minori siano «lungi dall’essere isolati e fuori dal mondo», «non narrativa di comodo, ma fatti documentati»: tra gli esempi viene l’uso delle lavanderie a gettoni dove la famiglia si recava.
Soprattutto, si sottolineano gli «apprezzabili e concreti passi in avanti pur rilevati dalla Corte d’Appello de L’Aquila», come la casa, la salute, l’istruzione «in un’ottica di generale adesione ad un progetto educativo e sanitario» che hanno fatto venir meno «l’urgenza di provvedere» con un collocamento in struttura.

Particolare attenzione viene posta alla distanza fisica ed emotiva dal padre «con cui i minori vivevano a stretto contatto» che «alimenta, innegabilmente, la sofferenza e la frustrazione dei piccoli». Si ricorda inoltre che «i Trevallion Birmingham non sono mai stati genitori abusanti, violenti, pregiudizievoli o anaffettivi» e che gli stessi «rappresentano un valido riferimento emotivo per i bambini, fornendo un esempio di collaborazione che li fa sentire sicuri nell’interazione con l’equipe sanitaria».
Come emerso in precedenza, forti dubbi vengono posti sul rapporto tra la coppia, l’assistente sociale e il personale della casa famiglia: «La personificazione dello scontro è un elemento drammatico, soprattutto se promana da istituzioni che devono essere e apparire terze; in questa vicenda le diatribe personali hanno pesato e continuano a pesare sulla vita di tre incolpevoli minori».
Allegata alla richiesta c’è la relazione tecnica prodotta dal neuropsichiatra e psicologo Tonino Cantelmi che evidenzia «come lo sradicamento del minore dal proprio contesto familiare e affettivo costituisca un elevato impatto traumatico lesivo per il suo sviluppo psicologico».
I due legali, quindi, chiedono «l’immediata revoca del provvedimento di allontanamento dei minori di cui peraltro oggi non si ravvisano in alcun modo i presupposti della urgenza e della emergenza imposti dalle norme di riferimento».









