Un regolamento introdotto a stagione avviata che sta provocando malumori e disagi. Succede a San Salvo dove venerdì scorso, 13 febbraio, l’Asd Pallavolo San Salvo ha occupato simbolicamente il campo della palestra di via Verdi che, dalle 19, sarebbe toccato agli Amici del Basket.

A far scattare la protesta è stato il presidente della Pallavolo San Salvo, Emilio Paglione. L’associazione sportiva, tra le più longeve della città (è stata fondata nel 1989), rappresenta un importante punto di riferimento inclusivo assicurando la possibilità di praticare sport anche a famiglie che presentano fragilità, strutture e comunità di accoglienza; un ruolo sociale possibile grazie a una ridottissima quota annuale (per assicurazione e kit di squadra), riconosciuto in tutto il territorio e testimoniato dalla partecipazione all’evento dell’8 febbraio.
Oggi la società conta circa 140 iscritti e prima dell’inizio della stagione sportiva avrebbe avuto rassicurazioni circa il mantenimento del solito orario, ma a novembre è arrivata la doccia fredda: una Pec dal Comune che informava la società del taglio delle ultime due ore del venerdì. Una misura resasi necessaria perché gli Amici del Basket, tornati in serie D, rispetto alla stagione precedente hanno bisogno di un altro giorno di allenamento.
Così, Paglione, affiancato nella protesta da numerosi genitori dei giovanissimi atleti, alle 19 non ha fatto lasciare il campo ai propri tesserati. Le trattative con l’allenatore della squadra di basket, Saverio Celenza, sono andate avanti per circa venti minuti dopo i quali la Pallavolo San Salvo ha abbandonato il campo così come disposto dal regolamento.
Quanto accaduto accende i riflettori sulla situazione delle strutture sportive sansalvesi extracalcistiche. Oggi il palazzetto di via Verdi è il più ambito perché le altre palestre scolastiche non avrebbero le misure regolamentari previste dalle varie discipline sportive (basket, calcio a 5, pallavolo). L’altra struttura regolamentare è la palestra dell’Istituto superiore “Mattioli-D’Acquisto”, di proprietà della Provincia di Chieti – usato attualmente dalla Bts – che chiede un canone annuo per l’uso extrascolastico non sostenibile per la Pallavolo San Salvo.
L’appello lanciato a Comune e delegato allo Sport (il consigliere Roberto Rossi) da Paglione e dalle numerose famiglie presenti in occasione della pacifica protesta è quindi un’organizzazione nell’uso degli spazi che risponda alle esigenze delle diverse associazioni presenti e non danneggi una realtà che da 37 anni svolge un importante ruolo che travalica i confini meramente sportivi.











