No al ballottaggio se un candidato sindaco raggiungerà il 40% al primo turno. Lo scorso 10 febbraio la commissione Affari costituzionali ha dato l’ok alla proposta dei gruppi di maggioranza di centrodestra del Senato che mira ad abbattere la percentuale di voti necessaria per evitare il secondo turno alle elezioni amministrative delle città con una popolazione superiore ai 15mila residenti.
Con l’emendamento si andrebbero a modificare gli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sugli enti locali con l’effetto che sarebbe eletto sindaco «il candidato che ottiene il maggior numero di voti a condizione che abbia conseguito almeno il 40% dei voti validi» rispetto al 50%+1 di oggi. Inoltre, in caso di parità tra due candidati (arrivati al 40% o più), vincerà chi avrà ottenuto il maggior numero di voti validi.

Previsto un premio di maggioranza in caso di vittoria al primo turno: «alla lista o al gruppo di liste a lui collegate che non abbia già conseguito almeno il 60% dei seggi del Consiglio, viene assegnato il 60% dei seggi, sempreché nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50% dei voti validi».
La discussione del disegno di legge in Parlamento è stata calendarizzata a partire dal prossimo 14 aprile. Tale novità ha mosso i primi passi nell’aprile 2025 e la discussione in commissione è andata avanti fino a qualche giorno fa a causa della mole di emendamenti presentati dalle minoranze.


Vasto e San Salvo
Difficilmente la nuova norma entrerà in vigore per le Amministrative 2026. Se approvata, la novità influirà sulle elezioni amministrative della prossimo anno, quando si voterà sia a Vasto – per effetto della proroga di sei mesi sulle elezioni che si tennero nell’ottobre 2021 – che San Salvo, dove l’amministrazione di Emanuela De Nicolis andrà a scadenza naturale. Lo sbarramento al 40% porterà inevitabilmente a rivedere gli assetti delle coalizioni che intendono affrontare la tornata elettorale che non potranno più frammentarsi rischiando di favorire la vittoria al primo turno dell’avversario.
Se tale soglia fosse stata già attiva alle ultime elezioni, Francesco Menna avrebbe vinto al primo turno con il 47,7% (lievitato al 62,17% al ballottaggio), così come a San Salvo un anno dopo, nel 2022, De Nicolis, forte del suo 47,9% (diventato 51,18% al secondo turno).









