Sulla spiaggia riemergono gli scarichi mentre per Fosso Marino la soluzione è ancora un punto interrogativo

Le piogge scavano la sabbia e riportano alla luce ciò che sembrava sepolto. Sulla spiaggia di Vasto Marina riemergono i grossi tubi di plastica degli scarichi a mare, mentre Fosso Marino torna a tracimare a poche decine di metri dal pontile.

Il canale che taglia in due l’arenile e sfocia direttamente sulla spiaggia continua a rappresentare una delle principali criticità ambientali della città. Da decenni si parla di risanamento, di interventi strutturali, di soluzioni definitive. Eppure Fosso Marino resta lì, con gli stessi problemi di sempre. Una ferita aperta che nessun progetto è riuscito a chiudere davvero. Negli anni si sono susseguiti annunci, lavori, sopralluoghi e promesse. Ogni estate, puntualmente, il canale torna al centro delle polemiche per i problemi legati alla qualità delle acque e ai divieti di balneazione. E ogni inverno le mareggiate e le piogge riportano a galla tubazioni e criticità mai risolte.

Sul piano politico e amministrativo il confronto è aperto. Il sindaco Francesco Menna ha annunciato nei mesi scorsi l’intenzione di affidare ai balneari il finanziamento degli interventi di risanamento attraverso un project financing, in cambio del rinnovo delle concessioni demaniali. Dalla maggioranza di centrosinistra sono arrivate prese di distanza. La lista civica Avanti Vasto ha invitato a rispettare le procedure previste dalla direttiva europea Bolkestein e a sfruttare l’occasione per modernizzare l’offerta turistica, rendendola competitiva con le altre località della riviera adriatica. Dal canto loro, i balneari riuniti nel consorzio Lidi vastesi hanno messo sul tavolo un project financing da 2,6 milioni di euro per la realizzazione di una vasca sotterranea di prima pioggia, destinata alla decantazione delle acque, con l’obiettivo di ridurre il rischio di nuovi divieti di balneazione. In cambio dell’investimento chiedono il rinnovo delle concessioni, ma il Comune – in ottemperanza all’ordinanza del Tar di Pescara – ha dovuto già avviare le procedure di gara.

Sul futuro delle spiagge incombe inoltre il nuovo Piano del demanio marittimo comunale, atteso in Consiglio entro il prossimo mese, che ridisegnerà le regole con concessioni fronte mare uniformi e l’obbligo di materiali ecocompatibili.

Fosso Marino

L’associazione Konsumer Italia, attraverso il referente cittadino Alessandro Scampoli, ha proposto di percorrere una via diversa: puntare alla rinaturalizzazione del canale, evitando nuove vasche sotterranee e privilegiando soluzioni ambientali capaci di restituire equilibrio all’ecosistema.

Fosso Marino resta così. E mentre da anni si cercano oltre tre milioni di euro per risolvere il problema (nulla da fare per i fondi Fas), sulla sabbia riaffiorano i tubi.

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