Un messaggio arriva su WhatsApp. Il mittente è un nome familiare, una persona conosciuta. Poche righe, apparentemente innocue: l’invito a votare una figlia o una nipote in un presunto concorso di ballo, accompagnato da un link. È così che inizia la truffa dei telefoni clonati, una delle più insidiose in circolazione da qualche giorno.

Aprire quel link significa consegnare il proprio telefono ai truffatori. In modo automatico, silenzioso, il dispositivo viene clonato e utilizzato per inviare messaggi a contatti presenti in rubrica. Richieste di denaro, spesso urgenti e credibili, partono a raffica, sfruttando la fiducia di amici e parenti. Un furto che non passa da una rapina, ma da un semplice tocco sullo schermo.
L’inganno si sta diffondendo a macchia d’olio e gli avvisi di allerta sono arrivati anche nel Vastese.
È una truffa con furto, che sfrutta la distrazione e il rapporto di fiducia costruito nel tempo, violando la privacy digitale.
L’invito è alla massima attenzione: non aprire link sospetti, anche se arrivano da contatti conosciuti. Un gesto distratto può bastare per alimentare la catena della truffa e fare il gioco dei truffatori.









