Salgono a sette le richieste di concessione demaniale marittima per la ricostruzione di trabocchi ormai spariti sulla costa vastese. Nelle scorse settimane sono state presentate al Comune due nuove istanze riguardanti altrettanti tratti di costa. A essere interessate, questa volta sono le zone di Punta Vignola (nelle vicinanze del villaggio turistico Grotta del Saraceno) e Casarza (lato sud).

Tra il monumento alla Bagnante e Punta Penna, secondo uno studio, erano presenti ben 38 trabocchi, oggi ne restano 11. Grazie all’articolo 13 delle Norme tecniche di attuazione del Piano del demanio marittimo comunale, è possibile ricostruire quelli scomparsi. L’interesse dimostrato dai privati è legato anche alle potenzialità turistiche che questo tratto di costa potrà avere con la conclusione della Via Verde che, pur se incompleta, negli ultimi anni sta già attraendo visitatori e amanti del cicloturismo.
Anche in questi ultimi due casi si stratta di trabocchi non censiti, scomparsi negli anni, la cui testimonianza è documentata da evidenze e riscontri materiali. L’obiettivo della ricostruzione delle antiche strutture è conservare l’uso di macchina da pesca da affiancare alla valorizzazione del patrimonio costiero anche con fini culturali, didattici e divulgativi.
Punta Vignola
Per la concessione demaniale marittima di Punta Vignola, l’istanza è stata presentata da Federica Molino. La piattaforma principale del trabocco avrebbe una superficie complessiva di 130 metri quadri, sopra ci sarebbe un casotto di 29 metri quadri; una porzione di 60 metri quadri della piattaforma sarà coperta da struttura ombreggiante. Per accedervi è prevista una passerella di 56 metri (e 2 metri di larghezza). Completeranno la struttura l’argano, la rete e i dispositivi necessari alla pesca.

Casarza
Per quanto riguarda la concessione demaniale nella zona di Casarza, la richiesta è stata avanza da Luca Di Nanno, Mirko Di Nanno e Luca Conti. In questo caso la piattaforma avrà una forma poligonale di superficie complessiva sempre pari a 130 metri quadri; il casotto di legno coprirà una superficie di 29 metri quadri (misure, queste dettate dal Regolamento dei trabocchi) e ospiterà un locale destinato a deposito e lavorazione del pescato e un servizio igienico con relativo antibagno. Prevista una struttura ombreggiante che coprirà 65 metri quadri.
Al trabocco, dotato dei dispositivi necessari alla pesca, si accederà tramite una passerella lunga 122 metri e larga 2.

Per entrambe le richieste è possibile presentare osservazioni entro 20 giorni dalla pubblicazione sull’albo pretorio (avvenuta il 6 febbraio).









