Dissesto idrogeologico, Forte sollecita ispezioni nelle gallerie di captazione delle acque

Il consigliere comunale di maggioranza, Giuseppe Forte, raccoglie l’appello dell’ex sindaco Giuseppe Tagliente e presenta un’interrogazione per sollecitare indagini per verificare lo stato delle gallerie per la captazione delle acque nel sottosuolo vastese. L’ex vicesindaco cita la grande frana di Niscemi, che sta catalizzando l’attenzione delle testate di tutto il mondo, e ripercorre la storia di quella di Vasto che costrinse, 70 anni fa, oltre cento famiglie a lasciare la propria abitazione.

Forte evidenzia nel testo indirizzato al sindaco Francesco Menna e alla sua giunta: «La nostra città da sempre, come dimostra e documenta la storia, è interessata da movimenti franosi che nel corso degli ultimi secoli hanno in più circostanze interessato la parte orientale del costone che si affaccia sul nostro splendido golfo. In particolare nel 1816 e più di recente, nel  febbraio dell’anno 1956, una imponente frana ha praticamente distrutto l’antico quartiere del Muro delle Lame che si espandeva attorno alla storica chiesa di San Pietro. Sono tanti i Vastesi che, come il sottoscritto, hanno vissuto quella immane tragedia che richiamò all’epoca l’interesse degli organi di informazione nazionali e internazionali. Quell’evento calamitoso sconvolse la parte più bella del centro storico della città costringendo oltre cento famiglie a lasciare, senza più farvi ritorno, la propria casa nel giro di pochi giorni».

Giuseppe Forte

«Guardando in tv e leggendo i giornali, che raccontano quanto sta accadendo a Niscemi dopo la frana che colpì quell’abitato sul finire degli anni ’90 dello scorso secolo si rimane sbigottiti. In quella città non fu dato seguito agli interventi previsti per il consolidamento dell’abitato senza impegnare le risorse messe a disposizione. Tutt’altra storia per Vasto dove, a seguito della frana del 1956, grazie alla mirabile azione svolta dal compianto senatore Giuseppe Spataro, si riuscì a coinvolgere direttamente il Governo nazionale dell’epoca facendo dirottare ingenti somme verso la nostra città per il risanamento dell’area e per la costruzione di nuovi alloggi per gli sfollati».

«Con la presente interrogazione lo scrivente ricorda agli amministratori della città e a quelli regionali e nazionali che, dopo la frana del 1956, sotto il costone del Muro delle Lame furono realizzate, a opera del genio civile, delle gallerie per la captazione delle acque che in abbondanza attraversano il sottosuolo della nostra città composto da strati alternati di sabbia e argilla. Nel corso degli anni successivi, interventi furono realizzati dal Consorzio di bonifica lungo l’area di via Tre Segni e San Michele grazie a cospicui finanziamenti».

«Quelle gallerie, scavate e armate da esperti minatori che per lungo tempo lavorarono nel sottosuolo di Vasto, da tempo mi risultano essere state abbandonate. L’ultima ispezione fatta da alcuni tecnici di questo Comune risalirebbe a oltre venti anni fa. Nessuna traccia dei tecnici del genio civile».
«Pertanto, con la presente si sollecita un intervento nei competenti uffici del genio civile regionale e della protezione civile regionale affinché venga organizzata un’accurata ricognizione di quelle gallerie per la verifica del loro stato e della loro funzionalità. Inoltre, sarà bene chiedere lo stanziamento di adeguate somme necessarie per un consistente intervento di pulizia e di puntellamento delle stesse».

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