Non si ha diritto di conservare la vista mare, se il vicino costruisce nel rispetto delle norme vigenti. Lo si evince dalla sentenza con cui il Tar di Pescara ha respinto il ricorso presentato da sette residenti contro il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Vasto per l’edificio che ha preso il posto della storica gelateria Aurora a Vasto Marina. La vicenda ha suscitato interesse nell’opinione pubblica, segnando, di fatto, la fine di un locale che era un pezzo della storia turistica della riviera. Il complesso edilizio di lungomare Cordella è stato demolito e ricostruito. La nuova struttura, edificata dalla Diamante costruzioni, ha già preso forma, sono in corso i lavori di completamento.

Il progetto contestato
Si tratta di un intervento di demolizione e ricostruzione di due fabbricati esistenti, sostituiti da un edificio residenziale alto 17,5 metri. L’autorizzazione era stata concessa con pareri paesaggistici, archeologici e della Capitaneria di porto di Ortona, nel rispetto della normativa regionale e statale vigente.
Il ricorso
I ricorrenti sostenevano che l’edificio avrebbe ostacolato la vista mare, aumentato il carico urbanistico sulle infrastrutture pubbliche e superato i limiti di altezza previsti dal Prg. Motivavano l’azione legale anche con l’assenza di una preventiva delibera del Consiglio comunale per autorizzare l’intervento in deroga.
La sentenza
Il collegio giudicante di primo grado – composto da Paolo Passoni (presidente), Massimiliano Balloriani e Antonio Lomazzi (consiglieri) – ha giudicato infondate le contestazioni. La legge regionale numero 49 del 2012 non richiedeva la delibera consiliare preventiva per interventi di questo tipo. Di conseguenza, il permesso a costruire è ritenuto legittimo. I ricorrenti sono stati condannati a pagare 2.000 euro di spese di giudizio, da dividere tra Comune e società.









