Carcere, il telefono arriva dall’alto: cellulare introdotto con un «drone criminale»

Un telefono e un pezzo di drone all’interno del carcere di Vasto. Li hanno scoperti gli agenti della polizia penitenziaria, che nella serata di ieri ha sequestrato uno smartphone completo di caricabatterie nella disponibilità di un detenuto, al termine di un’attività di controllo mirata.

Nel corso di una successiva perlustrazione all’interno dell’istituto, è stata rinvenuta anche un’elica di drone, elemento che rafforza l’ipotesi dell’uso sempre più frequente di velivoli telecomandati per introdurre illegalmente telefoni e sostanze stupefacenti all’interno della struttura penitenziaria.

L’operazione è stata condotta sotto il coordinamento del dirigente Sandro Sabatini, del comandante pro tempore Vincenzo Stabile e della direttrice dell’istituto Rita Cerino. A diffondere la notizia è Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp, che esprime «vivo apprezzamento per il lavoro svolto dai colleghi di Vasto, capaci di ottenere risultati straordinari con mezzi limitati».

Il sindacalista, oltre a ricordare il problema dei cosiddetti «droni criminali», ribadisce la necessità di dotare gli istituti penitenziari di sistemi di disturbo del segnale e di unità cinofile operative per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti.

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