Sorgenti in calo e rotture, «Per questo sono necessarie altre chiusure programmate dell’acqua»

«La rottura questa notte alla condotta principale che ha lasciato a secco per ore alcune zone di Lanciano è l’ennesima testimonianza di una rete fatiscente e colabrodo che, insieme al calo della portata della sorgente del Verde e alla difficile condizione di alcuni comuni del Vastese, rendono necessarie le chiusure notturne».

Nicola Scaricaciottoli

Il presidente della Sasi – società che gestisce il servizio idrico integrato in 87 Comuni della provincia di Chieti – Nicola Scaricaciottoli fa il punto sulla situazione ancora critica. Il razionamento della risorsa idrica ha riguardato nella settimana che si sta concludendo ben 36 centri [LEGGI].
«Le chiusure purtroppo sono destinate a continuare perché abbiamo una situazione complessa alla sorgente del Verde con una portata in calo rispetto ai mesi scorsi e questo non ci consente la normale erogazione della risorsa, nonostante le pompe accese – dice il presidente – Diversa la sorte per le sorgenti superficiali dell’Avello e del Sinello che grazie alla pioggia sono ritornate a un buon livello a vantaggio di alcuni comuni, ma com’è noto la sorgente del Verde si ricarica con la neve».

«E la domanda che tutti o quasi si pongono è “com’è possibile che le nevicate di queste settimane non abbiano prodotto nessun effetto e l’acqua continua a mancare?” Perché gli effetti della coltre bianca non sono immediati. La neve c’è ma deve sciogliersi ed essere trasportata da 2.400 metri alla sorgente e ci vuole tempo. I benefici arriveranno per la primavera e l’estate, avremo un ottimo serbatoio per i prossimi mesi che ci fa guardare al futuro con una certa tranquillità», continua il presidente.

La minore portata della sorgente del Verde provoca anche altre problematiche: «Il mancato riempimento della tubatura che porta l’acqua dal serbatoio di Casoli e dirama tra due condotte verso Scerni e Lanciano crea bolle d’aria, per evitare questo bisogna effettuare le chiusure per limitare il consumo a valle, consentendo così il recupero del livello dell’acqua nel serbatoio di Casoli, scongiurando le disfunzioni legate all’intrusione di bolle d’aria».

«A questa situazione si aggiunge la sofferenza patita da tempo per la mancanza d’acqua da alcuni centri del Vastese, Furci, San Buono, Gissi, Monteodorisio, Cupello, che subiscono le chiusure dalle ore 14 nonostante le interruzioni che facciamo in numerosi comuni del territorio proprio per penalizzare il meno possibile queste località che altrimenti rimarrebbero davvero all’asciutto. Si tratta di una situazione che non può essere ignorata. Tengo pure a precisare che le chiusure le facciamo di notte perché pensiamo siano ore di minor consumo, è bene anche ricordare che la gestione e l’erogazione dell’acqua non si gestiscono come la luce, non basta girare un interruttore. Ogni volta che apriamo e chiudiamo creiamo uno stress alle reti. Stress che cerchiamo di contenere operando le chiusure in maniera unificata».

Scaricaciottoli e D’Ippolito

Per quanto riguarda la mancanza d’acqua a Lanciano, interviene il direttore dell’area tecnica della Sasi, Pio D’Ippolito: «Dobbiamo chiudere anche Lanciano per permettere alla condotta di ricaricarsi e soprattutto per non creare disservizi maggiori agli altri comuni come San Vito, Ortona che negli anni scorsi hanno patito una condizione di grande difficoltà. Stiamo quindi cercando di fare una distribuzione della risorsa più equa, valutando la situazione giorno per giorno, sempre con l’obiettivo di ridurre gli orari, stiamo facendo ma non sempre è possibile».

La speranza è negli interventi come la ricerca delle perdite: «L’esempio concreto è rappresentato dal quartiere Santa Rita di Lanciano dove il recupero di litri di acqua – conclude Scaricaciottoli – ha permesso di evitare la chiusura di notte. A breve si partirà con interventi importanti nel territorio di San Vito, Fossacesia che porteranno benefici anche a Lanciano. La ricerca delle perdite resta l’unico modo per recuperare i litri che mancano. La fatiscenza delle reti non è un alibi, è una realtà che non riguarda solo noi, anzi è presente a livello nazionale tant’è che altre regioni stanno operando come noi con l’ingegnerizzazione delle reti. Voglio anche ricordare che spendiamo dai 4 ai 5 milioni l’anno per interventi di ripristino, ad oggi non abbiamo il dato preciso, ma da gennaio ad agosto 2025 avevamo effettuato oltre 5mila interventi sulle perdite. Un numero che la dice lunga sulla situazione che stiamo cercando di contrastare e contenere anche attraverso l’imponente lavoro che stiamo portando avanti».

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