Sulla costa di Vasto tornerà un altro trabocco: conclusa la gara per la concessione a Torricella

È stata assegnata la concessione demaniale per la ricostruzione di un trabocco sulla costa di Vasto, in località Torricella, confermando la forte accelerazione del recupero delle antiche macchine da pesca lungo il litorale. L’esito della procedura comparativa è stato pubblicato sull’albo pretorio del Comune il 17 dicembre.

Un trabocco sulla costa vastese

La concessione riguarda un trabocco non censito nel Piano del demanio marittimo comunale, abbandonato e scomparso negli anni passati. Come si legge nel verbale firmato dal presidente della commissione valutatrice, Italo Pomponio, la procedura era finalizzata al rilascio di una concessione per la «ricostruzione di un trabocco abbandonato e scomparso negli anni passati». Dalla valutazione delle offerte tecniche è risultata prima la proposta presentata da Katia Olivieri ed Erica Manna, che ha ottenuto 61,35 punti, seguita dall’associazione La Costa dei Trabocchi Aps con 58,67 punti.

Nel 2025 sono state presentate richiesta, alcune in concorrenza tra di loro, per cinque nuovi trabocchi. Le norme comunali impongono che le strutture debbano essere utilizzate fino a venti giorni l’anno ad attività culturali, didattiche e divulgative della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di valorizzare la memoria marinara e le tradizionali tecniche di pesca con bilancia.

La procedura segue quanto stabilito dal Codice della navigazione: dopo la pubblicazione dell’avviso, cittadini e soggetti interessati hanno venti giorni per presentare osservazioni o domande concorrenti. Le proposte vengono valutate da una commissione tecnica sulla base di criteri che includono qualità progettuale, rispetto della tradizione costruttiva, accessibilità, manutenzione, valorizzazione della Via Verde della Costa dei Trabocchi e ricadute sull’offerta turistica comunale. Solo in caso di parità tecnica si procede all’apertura delle offerte economiche.

Secondo uno studio comunale, storicamente tra il Monumento alla Bagnante e Punta Penna erano presenti 38 trabocchi. Attualmente ne soni 11. L’articolo 13 delle Norme tecniche di attuazione del Piano del demanio marittimo comunale consente la ricostruzione di quelli scomparsi, un’opportunità che, anche grazie alla pista ciclopedonale costiera, continua ad attirare l’interesse dei privati.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *