Prg San Salvo, le opposizioni: «Noi non in fuga, la maggioranza scarica le responsabilità»

Si trasferisce sulla stampa il dibattito sul nuovo prg di San Salvo dopo il consiglio comunale di ieri. Alla nota delle liste di maggioranza di stamattina, seguono i comunicati dei consiglieri di minoranza Nicola Argiró, Alfonso Di Toro, Giancarlo Lippis, Giovanni Mariottti e Fabio Travaglini e del Pd Emanuela Tascone e Michela Torricella.

«Terrorismo psicologico»

«L’amministrazione De Nicolis continua a dipingere la minoranza come “in fuga” dal prg, ma la realtà è esattamente l’opposto. Non siamo noi a fuggire: è la maggioranza che da mesi scappa dalle proprie responsabilità amministrative e tenta di trasformare un obbligo tecnico in un processo politico – scrivono Argiró, Di Toro, Lippis, Mariottti e Travaglini – Il consiglio è stato convocato quattro volte sullo stesso punto, sempre con la stessa richiesta assurda: far dichiarare ai consiglieri la propria compatibilità in aula, invece di far certificare agli uffici, come previsto dalla legge, chi è compatibile e chi non lo è. Questo metodo non garantisce trasparenza, anzi la nega: senza una verifica amministrativa seria non è possibile essere certi dello status di ciascun consigliere. E infatti oggi, con le dichiarazioni rese sotto mesi di terrorismo psicologico alimentato dalla sindaca, alcuni consiglieri sono stati dichiarati incompatibili e questo apre la strada al commissario. Ma che succede se, come riteniamo probabile, un’istruttoria fatta correttamente dagli uffici dimostrasse che gli stessi consiglieri sono in realtà compatibili e che il prg poteva essere votato e approvato democraticamente in consiglio comunale? Saremmo davanti a un fatto gravissimo: la democrazia deliberativa aggirata per scelta politica. Ed è per questo che abbiamo proposto di chiedere una consulenza tecnica-legale per completare l’istruttoria». 

«Forse il vero problema è che la maggioranza temeva di non avere i numeri per approvare il prg e che l’opposizione, responsabile e coerente, potesse invece votare il provvedimento? Troppo comodo allora invocare la trasparenza solo per evitare il voto democratico: questo non è rigore istituzionale, è paura del confronto. La minoranza non blocca nulla. La minoranza vuole che il prg venga approvato con atti legittimi, istruttorie complete e responsabilità chiare. Chi sta bloccando il prg è chi governa e preferisce invocare un commissario piuttosto che assumersi la responsabilità della firma e del voto. Se l’amministrazione De Nicolis vuole davvero completare il prg, faccia ciò che non ha ancora avuto il coraggio di fare: faccia prendere agli uffici le decisioni tecniche, verifichi correttamente le compatibilità e riporti il piano in consiglio per un voto democratico. Fino ad allora, sia chiaro alla città che non abbiamo paura della trasparenza, abbiamo paura che la democrazia venga aggirata per convenienza politica».

«Si sarebbe potuto proporre un prg particolareggiato e non integrato»

«L’ultimo consiglio comunale ha finalmente smascherato le bugie che questa amministrazione racconta alla città ormai da mesi – commentano Tascone e Torricella del Pd – A giudicare dalle presunte incompatibilità dunque il sindaco De Nicolis non solo non ha i numeri per rappresentare davvero la maggioranza della città ma non ha i numeri neppure per approvare il Piano Regolatore Generale. Quindi, se sono vere le dichiarazioni rese dal sindaco, si arriva al commissario ad Acta non per “colpa” della minoranza, come si è voluto far credere in maniera strumentale in questi mesi, ma per una questione di numeri che, anche in questo caso, non hanno». 

Tascone e Torricella

«Si sarebbe potuto proporre un prg particolareggiato e non integrato – dice Tascone – in questo modo si sarebbe data la possibilità a più consiglieri di votare il piano e si sarebbe agito con maggiore pluralità e democrazia. Si sarebbe potuto inoltre incontrare le associazioni, i professionisti e i cittadini per costruire davvero un piano condiviso e non un piano già vecchio di 10 anni e dunque non più adatto alla nostra amata città»

«Dopo l’elenco del sindaco (documento non pervenuto a noi consiglieri prima del consiglio comunale) ho chiesto di chiarire come avremmo dovuto comportarci sulle possibili compatibilità e incompatibilità, in particolare chi ha subito diminuzioni. Non ho ricevuto risposta – aggiunge Torricella – Abbiamo semplicemente sostenuto, insieme agli altri membri della minoranza, che questo passaggio delle dichiarazioni doveva essere fatto dopo una fase istruttoria degli uffici tecnici o da consulenti esterni nominati dall’amministrazione che stabilissero in maniera chiara le compatibilità e le incompatibilità, così da garantire trasparenza e correttezza nel processo di valutazione e non una discrezione del singolo consigliere».

«Troviamo paradossale il fatto che il sindaco non si sia presa alcuna responsabilità di affermare con esattezza chi sarebbe compatibile con il voto e chi no ma abbia demandato furbescamente quest’onere ai singoli consiglieri. Non condividiamo di parlare oggi di un prg già vecchio e superato in cui non c è spazio per il centro storico, per il verde, per l’aggregazione sociale. Siamo certe che i cittadini abbiano ormai compreso chi li amministra: un gruppo con idee vecchie di 10 anni, senza i numeri per creare davvero un piano all’altezza di San Salvo e che anziché prendersi la responsabilità di non avere creato le condizioni per far votare il piano da tutti la scarica, vigliaccamente, sulla minoranza».

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