Nel primo semestre del 2025 alla Stellantis di Atessa la produzione di furgoni è calata del 16,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024. Una percentuale quasi identica al decremento registrato lo scorso anno. Vale a dire che, nel giro di 18 mesi, il saldo negativo è del 32 per cento. A rivelare l’andamento in forte discesa è il report della Fim Cisl: «Nel primo semestre 2025 la produzione di veicoli commerciali ad Atessa si è attestata a 97.980 unità, con un calo del -16,3% rispetto al 2024. Dalla seconda metà dello scorso anno, la situazione è progressivamente peggiorata: dalle iniziali previsioni su 15 turni si è passati al ricorso stabile alla cassa integrazione, che ha coinvolto tra i 700 e i 1.000 lavoratori. La causa principale è la contrazione degli ordini, prima sui cabinati e poi anche sui van. Nel primo semestre 2025 la media giornaliera dei lavoratori in Cig è stata di circa 700 unità. Anche se cogliamo positivamente le dichiarazioni di Stellantis che smentiscono un’eventuale chiusura dello stabilimento, ci preoccupa la comunicazione di interruzione del 3° turno a luglio e agosto».

Atessa e gli altri stabilimenti
Il report sulla produzione dal 2017 al 2024 dice che nello stabilimento di Atessa, che dà lavoro a 4947 dipendenti, lo scorso anno la produzione è scesa sotto i 200mila veicoli, per la precisione 192mila. Non era mai successo nei precedenti sette anni. Tra il 2017 e il 2019 i numeri si erano attestati sempre al di sopra di quota 290mila, con oscillazioni non superiori alle 5mila unità: 292mila nel 2017, 297mila l’anno successivo e 293mila nel 2019. Il crollo è iniziato nel primo anno di pandemia, il 2020 (257mila) per passare a 206mila nel 2022 dopo una leggera risalita (265mila) nel 2021. I dati del 2023 avevano suscitato un cauto ottimismo: con 230mila furgoni sfornati dalle linee di contrada Saletti, il saldo positivo era stato di 24mila unità. Ma il 2024 è stato l’anno peggiore: 28mila veicoli in meno, pari a un calo del 16,6 per cento rispetto all’anno precedente. Atessa rimane, comunque, il sito che perde di meno, se paragonato ai numeri preoccupanti delle auto prodotte, su tutti Settimo Torinese (-69,8 per cento), Maserati Modena (-79,1 per cento) e Melfi (-63,5 per cento). La media del Grupoo Stellantis in Italia è del -36 per cento negli ultimi 12 mesi.
Investire
«Stellantis ha rafforzato il piano originario, prevedendo l’elettrificazione della piattaforma Gamma Large e l’introduzione di una nuova versione a partire dal 2027. Attualmente si producono: Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel/Vauxhall Movano e Toyota Proace Max. Per noi, lo stabilimento di Atessa deve restare centrale nella strategia produttiva di Stellantis, mantenendo la leadership europea nei veicoli commerciali. La produzione italiana va tutelata, consolidata e rafforzata, anche con l’introduzione di tecnologie innovative come l’alimentazione a idrogeno. Grazie all’azione sindacale, si è ottenuta la stabilizzazione di 114 lavoratori dopo anni di somministrazione, un primo segnale concreto di ricambio generazionale. È stato inoltre attivato per la prima volta un piano di uscite volontarie incentivato che ha coinvolto 402 lavoratori. Un’operazione che richiede monitoraggio per evitare ripercussioni future sull’occupazione. Chiediamo – conclude la Cisl – che vengano garantiti investimenti e volumi per dare continuità e prospettiva allo stabilimento e al suo indotto».