Progetto “Si può fare”: «A Vasto nascerà un’azienda per avviare al lavoro persone con autismo»

Avviare al lavoro i ragazzi con autismo. Questo è lo scopo di Si può fare, il progetto delle fondazioni Il Cireneo di Vasto e I bambini delle fate di Castelfranco Veneto. Formazione e lavoro in 13 imprese del territorio e la costruzione di «un’azienda in cui i dipendenti siano tutte persone con autismo», ha spiegato Germana Sorge, presidente de Il Cireneo.

«Ci siamo mossi con amore intelligenza, che non era fine a se stessa, ma destinato a tante famiglie. I ragazzi hanno bisogno di essere accettati nella società come siamo accettati noi». Ancora oggi «non c’è la consapevolezza che le persone possano essere diverse. Hanno una modalità diversa di esporsi verso gli altri». Arriva dalla Danimarca «un modello che può essere importato in Italia, quello di lavorare in un luogo protetto, dove i ragazzi hanno sempre degli esperti che li guidano» all’interno di «un’azienda con dipendenti tutte le persone con autismo, dal più grave al più lieve, potranno recarsi da noi e fare una vita adulta». Le 13 imprese partner «potranno capire le attitudini dei ragazzi e come rispondono al lavoro nella loro azienda».

«Abbiamo aderito con antusiasmo – spiega la Teamservice srl di Vasto – all’iniziativa, perché riteniamo che lavoro significhi inclusione e che un percorso inclusivo non possa prescindere dalla formazione e dall’avviamento all’attività lavorativa. In questo senso, la Teamservice invita le altre aziende del territorio a contribuire alla realizzazione di un progetto di elevato valore civico che concretizza la funzione sociale dell’impresa».

Alla presentazione, nella parrocchia di Santa Maria Maggiore, sono intervenuti, oltre a numerosi operatori e familiari dei 250 ragazzi di cui Il Cireneo si prende cura, l’assessora regionale alle Politiche del lavoro, Tiziana Magnacca, il sindaco di Vasto, Francesco Menna, l’assessora comunale al Welfare, Anna Bosco, e Cosimo Annarumma, referente della fondazione I bambini delle fate. Magnacca ha ricordato che nell’inclusione lavorativa sussistono «obblighi giuridici, ma anche morali» e che la Regione Abruzzo ha investito «un milione di euro per le aziende che vogliono assumere, tramite tirocini e formazione, persone che fanno fatica a trovare lavoro».

«I ragazzi hanno bisogno di riscoprire la loro autonomia», dice don Domenico Spagnoli, parroco di Santa Maria Maggiore.

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